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“Arturo Di Napoli ingaggiato dalla Salernitana. Lascia Messina con malinconia” |
E’ entrato di prepotenza nella storia del Messina e lo ha fatto a suon di goal. Ha fatto sognare un’intera città, è stato il protagonista indiscusso della storica promozione in serie A: eccolo Arturo Di Napoli, per tutti “Re Artù”, approdato in riva allo Stretto nell’ottobre 2003 e subito in evidenza con la maglia giallorossa. Di lui si è detto tanto, forse troppo. Dalle notti passate in discoteca alle relazioni con ragazze e ragazzine della nostra città. C’è del vero, ma c’è tanta invidia e voglia di farlo fuori. Qualcuno sarà contento della sua cessione, ma il calcio messinese perde un simbolo indiscusso. A 34 anni potremmo anche dire che ha fatto il suo tempo e che l’offerta della Salernitana è per lui una grossa occasione per dare l’ultimo sussulto ad una carriera importante che, però, avrebbe potuto portarlo molto più in alto. Capriccioso, viziato e poco professionale: queste le accuse più forti che gli vengono mosse da chi non riesce a spiegarsi come un grande talento non sia riuscito mai a sfondare e a restare nel giro delle grandi squadre. A Messina Re Artù aveva trovato le condizioni ideali per la sua rivincita. E ci è riuscito, salvo però perdersi negli ultimi due anni lasciandosi avvolgere dal ciclone che ha portato il Messina verso la serie B. Peccato. I tifosi non lo dimenticheranno mai, anche se qualcuno è già pronto a dargli del mercenario perchè poteva terminare la sua carriera in giallorosso andando incontro alle esigenze finanziarie della società e riducendosi l’ingaggio, anche cospicuamente; tra l’altro anche lui non è brillato nelle ultime due stagioni quando il Messina ha fatto ridere tutta Italia. Anche Arturo responsabile. E allora qualcuno credeva nella sua voglia di riscatto, nel desiderio di ricominciare insieme a questi colori, i suoi colori, per far sognare la città e far ricredere chi lo considera finito. Non è andata così, ma quel viso sorridente, quelle lacrime nei suoi occhi che lo fanno bambino, quel ragazzo sensibile e un pò troppo fragile ha lasciato un segno indelebile in riva allo Stretto. Gli auguriamo buona fortuna, se lo merita, ma non tutti vorranno vederlo gioire con quella maglia amaranto mal digerita da queste parti. A sperare in suo fallimento non saranno solo i più cattivi, ma anche i più innamorati. Per un senso d’egoismo, di possesso. E’ come una grande storia d’amore che finisce: guai a vedere la propria ragazza felice e sorridente tra le braccia di un altro uomo ! E allora Re Artù, anche chi ti vuole davvero bene non riesce ad immaginarti trionfante con una maglia che non sia la nostra. Comunque vada, grazie davvero.





