Ciao Enzo Biagi, Giornalista ineguagliabile !

“L’Italia perde un uomo di grande cultura. Aveva 87 anni.”

 

Se n’è andato il giornalista più bravo che l’Italia abbia mai conosciuto, se n’è andato Enzo Biagi. Aveva 87 anni, negli ultimi giorni le sue condizioni di salute si erano aggravate e la morte sembrava ormai imminente. Si è spento serenamente, confortato dalla presenza sempre piena d’amore delle figlie e dei familiari. Era un combattente vero, lo è stato sul campo come partigiano e lo è stato anche in tempo di pace da cronista. Ha raccontato le storie della gente, quella quotidianità che nessuno sapeva mostrare all’Italia così distratta e corrotta. Lo faceva con stile semplice, senza sprecare mai le parole nè mostrando segni di sapienza. Voleva che tutti lo capissero, e ci è riuscito. Per questo era un vero giornalista, uno di quelli che il mestiere lo sapeva davvero e che non aveva paura dei politici e degli uomini potenti. Anzi, ha sempre fatto emergere chiaramente il suo punto di vista su ogni questione, senza mai cadere in un vigliacco silenzio. In Rai ha costruito le sue fortune, ma senza mai abbassare il capo: “Preferisco una tv di Stato ad una tv di Governo!” C’è tanto in questa sua espressione, c’è voglia di libertà e giustizia, voglia di far sapere tutto a tutti con l’unico scopo di servire la gente, i suoi lettori e telespettatori.
E’ stato silurato da Silvio Berlusconi nel 2002 perchè non sapeva risparmiarsi nessuno nè sottostare a squallidi giochi di potere. Secondo i più classici e rigidi protocolli dittatoriali, l’ex “kapò” decise di ripulire la tv di Stato cancellando in un sol colpo le trasmissioni di Biagi, Santoro e Luttazzi, ma cinque anni dopo il giornalista bolognese fece ritorno in tv senza dimenticare quel fatto e continuando con determinazione il suo solito modo di lavorare, con orgoglio e classe. La sua morte lascia un vuoto nella crescita professionale di chiunque tenti la strada del giornalismo perchè scompare un maestro, uno di quelli senza supplente !

Pubblicato in:  on 6 Novembre 2007 at 18:02 Lascia un Commento

Crescono i “paperoni”, il mondo è più ricco

“Congiuntura economica positiva: i ricchi aumentano”

I Paperonissimi, ovvero quelli che hanno una patrimonio finanziario personale di oltre 30 milioni di dollari, sono nel mondo circa 95 mila (+11,3% su 2005). E in Italia?
“Non ci sono dati ufficiali”, ha detto Massimo Fortuzzi, responsabile private client di Merrill Lynch Italia, “ma dovrebbero essere almeno 2.000, l’1% di quelli che hanno un patrimonio di oltre un milione di dollari”. Nel mondo, la ricchezza individuale ha raggiunto nello scorso anno un valore complessivo di 37.200 miliardi di dollari, registrando un aumento, rispetto al 2005, dell’11,4%, prima crescita a doppia cifra registrata in sette anni.
A contribuire alla performance sono stati i principali fattori macroeconomici in atto, come la crescita del prodotto interno lordo (in Cina +10,5%) e della capitalizzazione dei mercati azionari, con la Borsa brasiliana che ha segnato un miglioramento del 50% nel 2006. Per il futuro, i ricercatori prevedono che mercati maturi come gli Stati Uniti rappresenteranno una sorta di ancora nel panorama economico mondiale, soprattutto in presenza di tassi di crescita moderati.
Dalle banche centrali ci si attende “una contrazione della politica monetaria che concluderà il periodo di elevata liquidità che tanto impulso ha dato allo sviluppo recente e si prevede, infine, un rallentamento dei tassi di crescita di Asia e America Latina a fronte di un rallentamento della domanda a livello globale.
Tornando al 2006, gli uomini con un patrimonio di oltre un milione di dollari, hanno destinato i maggiori investimenti al settore immobiliare: a livello globale, nel 2006 i volumi delle operazioni nel Real Estate hanno raggiunto i 682 miliardi di dollari, in aumento del 38% sul 2005. Ma senza dimenticarsi del prossimo: i grandi ricchi, quelli con più di 30 milioni di dollari, hanno destinato nello scorso anno 285 miliardi di dollari alle cause filantropiche (fonte: msn.com)

Pubblicato in:  on 16 Settembre 2007 at 02:38 Lascia un Commento

Tanto per ridere…

“Le cazzate da fare in un centro commerciale…”

Quando sei in un centro commerciale e non hai niente da fare:

1 ) Recupera 24 scatole di preservativi e mettili a caso nei carrelli negli altri clienti mentre non guardano.
2 ) Programma tutte le sveglie del reparto casa in modo che suonino a intervalli di 5 minuti.
3 ) Lascia una striscia di succo di pomodoro per terra in direzione del bagno.
4 ) Avvicinati a un a un impiegato e digli con tono serio: “codice 3 nel reparto casa”. E osserva la sua reazione.
5 ) Sposta un cartello “attenzione- pavimento bagnato” in una zona con moquette.
6 ) Monta una tenda nel reparto di camping e dì al resto dei clienti che li inviti a entrare solo se ti portano dei cuscini dal reparto letti.
7 ) Quando ti si avvicina una dipendente e ti chiede se ti può aiutare, inizia a piangere e chiedile “Perché non mi lasciate in pace?”.
8 ) Fissa la telecamera per la sicurezza e usala come specchio mentre peschi nel tuo naso.
9 ) Mentre guardi i coltelli da macelleria, chiedi alla dipendente se sa dove sono gli antidepressivi.
10 ) Vai in giro per il supermercato con aria sospettosa mentre fischietti la musica di Mission Impossible.
11 ) Nasconditi dietro i vestiti e quando la gente si avvicina per dare un’occhiata dì a voce bassa “prendimi, prendimi”.
12 ) Quando annunciano qualcosa al megafono, aggomitolati in posizione fetale e grida “ancora quelle voci!!”.
13 ) Entra in un camerino e grida a voce alta: “hey! non c’è carta!!!

Pubblicato in:  on 13 Settembre 2007 at 00:02 Commenti (1)

Pavarotti, che immenso patrimonio…!

“Oltre 200 mln di euro il patrimonio stimato !”

(Ansa.it) Chi lo ha assistito nelle vicende giudiziarie che Pavarotti dall’alto della sua immensa ricchezza ha dovuto affrontare, in sede civile, penale e fiscale, sostiene che nemmeno ‘Big Luciano’ sapesse quantificare il suo patrimonio. Di certo si sa che ha affidato a un notaio un testamento rivolto non solo ai legittimi eredi, la moglie Nicoletta e la figlia Alice, le altre tre figlie di primo letto, la sorella, le nipoti, ma anche alcune persone che lo hanno aiutato. Un torta ricca, si dice più di 200 milioni di euro.
Il più celebre tenore del mondo, insieme a Caruso, intanto ha venduto oltre 100 milioni di dischi in carriera, e le relative royalties continuano, e continueranno, a rimpinguare le casse di famiglia. Ma sono soprattutto i beni immobili a dare solidità al ‘tesoretto’ di quello che fu il figlio di un fornaio. I calcoli che sono stati fatti per inquadrare il suo patrimonio sono resi difficili dall’ovvio riserbo, ma anche dall’onerosissima separazione nel ‘96 dalla prima moglie, Adua Veroni, dopo la trasformazione di Nicoletta Mantovani da segretaria a compagna, e dall’altrettanto oneroso divorzio, tre anni dopo. Cifre mai confermate parlarono di una pretesa della coniuge di un risarcimento di 200 miliardi di lire, circa 100 milioni di euro, e di una controfferta di 70 miliardi-35 milioni. Di sicuro, la prima moglie, che amministrava i beni che il marito produceva, riuscì a ottenere nel divorzio, anche a favore delle figlie maggiorenni, la villa di Saliceta a San Giuliano e alcuni appartamenti prestigiosi del centro di Modena, vicini alla Ghirlandina, oltre a una cospicua buonuscita. Da quel momento in poi, i due non si sarebbero mai più incontrati, nemmeno alla fine, anche se una voce non confermata parla di una visita discretissima un paio di settimane fa. Mentre le figlie, che si schierarono contro il padre e a favore della madre, avrebbero riallacciato rapporti migliori con l’insorgenza della malattia. C’é poi Villa Giulia sulla collina di San Bartolo a Pesaro, c’é la grande villa di Santa Maria di Mugnano, terminata tre anni fa dalla ristrutturazione di un rustico all’interno del maneggio dei cavalli (ci sono anche quelli, con adeguete scuderie), con annessi piscina, per la riabilitazione fisiatrica di cui aveva bisogno, e il ristorante ‘Europa 92′. C’é l’appartamento lussuoso di New York con grande cucina e la veranda vetrata che si affaccia sul Central Park, ci sono altre proprietà sparse per il globo, a partire da quella di Montecarlo dove cominciarono i guai col fisco italiano, sanati con un assegno staccato nelle mani dell’allora ministro Ottaviano del Turco, il 28 luglio 2000, pari a 25 miliardi di lire, oltre 12 milioni e mezzo. “Oggi mi sento più leggero – disse scherzoso – nell’animo e non solo”. Nella spartizione ereditaria andranno aggiunte partecipazioni in società, titoli, azioni. Un patrimonio che è stato gestito, negli ultimi anni, con la collaborazione della seconda moglie e che verrà diviso secondo le ultime volontà di Big Luciano. Da ieri qualcuno si sente più “pesante”, nell’animo e non solo.

Pubblicato in:  on 10 Settembre 2007 at 15:22 Lascia un Commento

Addio Maestro

“Luciano Pavarotti Modena, 12 ottobre 1935 – Modena, 6 settembre 2007″

Se n’è andato sereno, consapevole degli ultimi giorni di malattia ma comunque forte come è sempre stato. Luciano Pavarotti è morto nella sua villa di Modena giovedì 6 settembre a 71 anni. Non era un tenore, ma “il tenore”. Era conosciuto e amato in tutto il mondo, potremmo dire l’italiano più famoso all’estero e non a caso quando i media internazionali hanno saputo del suo decesso non hanno fatto fatica a dedicare la copertina al grande maestro. Dalla vita aveva avuto tanto, tantissimo in termini di successo e denaro. E lui ne era perfettamente consapevole, al punto da esclamare negli ultimi giorni della sua vita: “Con il grande successo che ho avuto nella mia vita professionale e con questa terribile malattia posso dire di aver pareggiato i conti davanti a Dio !” Il cancro non gli ha dato scampo. Era stato operato, sembrava aver passato il peggio ma all’improvviso la ricaduta. Si erano già diffuse voci di un suo peggioramento prontamente smentite dalla famiglia. “Big Luciano” è rimasto cosciente fino agli ultimi istanti della sua vita, addirittura scherzava il giorno prima con chi andava a fargli visita, anche se da qualche mese era costretto alla sedia a rotelle ed era visibilmente dimagrito. Modena proclama il lutto cittadino ed intitola il teatro al suo grande maestro. Con il “Pavarotti and friends” ha tenuto nella città emiliana numerosi concerti dal 1992 al 2003 a scopo benefico portando sul palco i più grandi artisti della musica pop. Grande appassionato di calcio, era tifoso della Juventus. Ma era anche un intenditore di pittura: dipingeva quadri, alcuni dei quali venduti in diverse aste ! Al suo funerale, dopo una camera ardente che ha visto la partecipazione di circa 100.000 persone, hanno preso parte le più importanti personalità del mondo, tra cui: Bono Vox, The Edge, Zucchero, Gianni Morandi, Andrea Bocelli, Placido Domingo, José Carreras, Raina Kabaiwanska, Romano Prodi, Francesco Rutelli, Kofi Annan, Gianni Minà, Carla Fracci, Franco Zeffirelli, Mirella Freni, Milly Carlucci, Jovanotti, Tony Renis e Red Ronnie.

Pubblicato in:  on 8 Settembre 2007 at 17:47 Lascia un Commento

Università di Messina: nuovi arresti, probabile commissariamento

“Per il ministro Mussi l’Ateneo messinese dev’essere commissariato”

L’Università di Messina è ancora una volta al centro di uno scandalo con presunte corruzioni, raccomandazioni e ingenti cifre intascate indebitamente. I nomi sono sempre gli stessi. Le mele marce restano, infettano l’ambiente e gettano fango sul nostro Ateneo. La sezione di Polizia Giudiziaria della Guardia di Finanza ha eseguito cinque ordinanze di custodia cautelare. Direttamente in carcere sono stati trasferiti il prof. Giuseppe Piedimonte, responsabile dell’area “progettazione” dell’Industrial Liaison Office (I.L.O.) e responsabile tecnico-scientifico del progetto L.I.P.IN, e il dott. Stefano Augliera, segretario amministrativo della suddetta struttura. Ai domiciliari, invece, si trovano Battesimo Consolato Macrì (Preside della facoltà di Veterinaria), Eugenio Capodicasa (funzionario amministrativo del Rettorato) e sua moglie Ivana Saccà, dipendente della società Unilav e in servizio presso l’I.L.O. Sono accusati, a vario titolo, di abuso d’ufficio, tentata concussione, falso in atto pubblico e di una serie di peculati diretti all’appropriazione di ingenti quantità di denaro stanziate dall’Università e dalla Regione per la realizzazione di un progetto scientifico mai portato a termine ! Soliti problemi, problemi mai risolti, risolti a volte ma solo in parte, apparentemente, per ristabilire un equilibrio nel malaffare che dura ormai da tanti (troppi) anni. Messina non cambia e non cambia innanzitutto perchè gli uomini al potere sono sempre gli stessi. O loro luogotenenti prefettamente addestrati. I coinvolgimenti sono ad alti livelli, i controllori non controllano e spesso sono complici. Situazione impossibile, che deve cambiare. Lo ha capito anche il Ministro dell’Università e della Ricerca Fabio Mussi che ha disposto l’avvio di una ispezione ministeriale nell’Ateneo messinese chiedendo al Consiglio di Stato quali poteri possa esercitare e quali provvedimenti possa adottare per far fronte agli episodi, gravi e diffusi, che vedono coinvolta la nostra Università. A suo dire la strada immediatamente percorribile è quella del “COMMISARIAMENTO”. Via tutti, via la testa (che è quella che puzza) per riportare ordine e legalità in una struttura razziata dai soliti noti. Sarebbe l’ora di far tremare qualcuno, sarebbe l’ora di finirla, sarebbe l’ora di voltare pagina !

Pubblicato in:  on 21 Luglio 2007 at 00:45 Lascia un Commento

Caso Federico, Polizia assassina ?

“Il corpo esanime di Federico. Poliziotti indagati per omicidio”

Una storia poco chiara, incomprensibile, che getta pesanti ombre sulla Polizia di Stato. Ancora loro al centro del mirino dopo i gravi fatti di Genova (G8) in cui i colpi di manganello (impugnato al rovescio per fare più male!) non si possono nemmeno contare. E’ la storia di Federico Aldrovandi, un giovane di Ferrara morto per strada all’alba del 25 settembre 2005. Era tornato da Bologna con un gruppo di amici dopo una nottata passata in discoteca. Qualche sostanza proibita, è certo, Federico l’aveva assunta ma non in quantità tale da far parlare di overdose. I fatti raccontano di due pattuglie della polizia (assassina?) che interviene per bloccare un giovane (Federico) che passeggia in strada per tornare a casa. Forse cantava, era euforico, forse…. non sappiamo i motivi che hanno indotto la volante a precipitarsi sul posto, ma da quel momento inizia la versione degli agenti (assassini ?). “Aveva assunto sostanze, si sbatteva la testa al muro, compiva atti di autolesionismo, era in overdose. Un malore improvviso e poi la morte” : è questo il racconto della polizia nel referto ufficiale, ma qualcosa non coincide. Intanto i testimoni. Qualcuno ha parlato di violente percosse subite da Federico ! Sono stati trovati due manganelli spezzati dalla violenza dei colpi inferti dagli agenti (assassini ?) sul corpo di quel ragazzo. Altro che overdose… La procura ha rinviato a giudizio quei poliziotti con l’accusa di omicidio colposo, ma solo dopo lunghe pressioni da parte della famiglia di Federico che mai si è rassegnata a quel racconto ufficiale. Questi i loro nomi: Monica Segatto, Paolo Forlani, Enzo Pontani e Luca Pollastri. Federico aveva il viso sfigurato, sangue alla bocca, un’ ecchimosi all’occhio destro; e poi ancora due ferite lacero-contuse dietro la testa, lo scroto schiacciato e due grossi lividi alla nuca ! E ci vogliono raccontare che è morto per overdose ??

Una canzone e un video dedicati a Federico: http://www.youtube.com/watch?v=uL5uMljqmjM

Pubblicato in:  on 8 Luglio 2007 at 19:30 Commenti (4)

Luciano Pavarotti e quel male incurabile

“Luciano Pavarotti combatte contro il tumore”

Siamo andati sulla Luna, esploriamo l’universo e applichiamo la tecnologia ad ogni cosa: sembriamo invincibili, quasi immortali, ma la cronaca di ogni giorno ci riporta alla realtà. Il cancro continua ad uccidere e l’uomo non ha ancora trovato il modo di sconfiggerlo. Colpisce ancora, dall’uomo della strada al più ricco e potente della terra e quando entra in azione non fa differenze d’alcun tipo. E’ toccato a lui, a Luciano Pavarotti, uomo da sempre baciato dalla fortuna e dai successi che, grazie alle sue magnifiche doti, si è saputo costruire una vita da applausi. Il 4 luglio del 2006 è stato operato per un tumore maligno al pancreas. L’operazione è riuscita, il male è stato asportato completamente ma i rischi sono sempre elevatissimi. Una delle figlie ha confessato: “Papà sa che morirà presto, ne parla nelle sue conversazioni con noi”. Lui smentisce, dice che sta bene e si sta riprendendo. Di sicuro c’è che la malattia gli ha portato via almeno 30 chili e purtroppo anche quella capacità mobile di una volta. Su una sedia a rotelle, “Big” Luciano ora è un pò meno big e un pò più malinconico. Ma si fa forte e combatte a denti stretti. Accanto a lui tutti quelli che gli vogliono bene uniti in un caldo abbraccio, pronti, si spera, a gridare forte contro il cielo: “Vincerò!”. In bocca al lupo Luciano !!!

Pubblicato in:  on 5 Luglio 2007 at 02:37 Lascia un Commento

Caldo record al sud: Puglia +47°C, Sicilia +46°C

“In alcune località registrati valori mai toccati nella storia !”

Il 25 giugno 2007 resterà una data storica per la meteorologia italiana. Da trent’anni (era il 1982) non si registravano dati del genere, ma quei record sono stati adesso superati. Al sud Italia il termometro ha fatto registrare valori che, in alcuni casi, non si erano mai registrati prima almeno da quando scientificamente sono iniziate le rilevazioni meteo. Un esempio su tutti: Amendola (Foggia), in Puglia, ha toccato +47°C stracciando il record di giugno stabilito nel 1982 (+43.2°C) e abbattendo anche il record assoluto di caldo (+43.8°C nel luglio 1983). In Sicilia tutte le località costiere e dell’entroterra hanno superato i +40°C. Impressionante il dato di Augusta, in provincia di Siracusa: +46°C ! Messina si è attestata sui +43.4°C, il valore più alto di sempre del mese di giugno, sfiorato il record assoluto di caldo che per la città dello Stretto è di +43.6°C (era il luglio 1998). Mai nella storia si erano registrate temperature così alte a giugno nelle seguenti località siciliane, che riportiamo di seguito con a fianco la temperatura massima di oggi:

RECORD DI GIUGNO
Palermo Boccadifalco +44,0°C
Catania Sigonella +43,4°C
Messina +43,4°C
Pantelleria +42,6°C
Trapani +41,4°C
Cozzo Spadaro +40,4°C
Enna +37,2°C
Prizzi +37,0°C

Anche la Puglia è stata protagonista. Si tratta di record assoluti, cioè di valori termici mai registrati nella storia (non soltanto a giugno, come invece per gran parte delle località siciliane)

RECORD ASSOLUTI IN PUGLIA
Amendola 47.0°
( precedente di Giugno 43.2 nel 1982 )
( precedente assoluto 43.8° nel luglio 1983 )

Bari Palese 45.5°
( precedente Giugno 41.4 nel 1982 )
( precedente assoluto 44.8 nell’Agosto 1994 )

M.Ginosa 43.6°
( precedente Giugno 42.8° nel 2000)
( precedente assoluto 43.4)

Da mercoledì la temperatura subirà un deciso abbassamento portandosi sui valori medi stagionali. Attenzione però, “sui valori medi stagionali” significa che comunque, nelle ore centrali del giorno, i valori saranno compresi tra i 30°C e i 35°C un pò ovunque visto che siamo nel mese di giugno, anzi direi quasi di luglio, e l’estate è giusto che faccio il suo corso.

N.B. : I dati si riferiscono a quelli ufficiali registrati dall’aeronautica militare. Superfluo dire (ma forse è bene ricordarlo per i meno esperti) che la temperatura viene sempre misurata all’ombra !

Pubblicato in:  on 26 Giugno 2007 at 01:10 Commenti (3)

G8 Genova, la polizia voleva insabbiare

“I muri della scuola dopo l’irruzione della polizia”

Non si può dimenticare perchè è morto un ragazzo. Non si può dimenticare perchè siamo in democrazia. Luglio 2001, a Genova si riuniscono i “Grandi del Mondo” ma il capoluogo ligure si trasforma in campo di battaglia. Circa 400 mila i manifestanti a cui si mischiano i temibili black bloc, tutti incappucciati sono lì principalmente per far danno, sfondare vetrine e bruciare le macchina. Le forze dell’ordine non sono preparate e si lasciano andare a reazioni spropositate: gente già immobilizzata picchiata a sangue, addirittura ragazze con le mani alzate violentemente manganellate. Sangue, tanto sangue per le strade e i poliziotti che infieriscono. Fino all’apice raggiunto quel maledetto 21 luglio quando Carlo Giuliani viene ucciso da un colpo di pistola sparato da una camionetta dei carabinieri circondata dai manifestanti. Sarà legittima difesa secondo i giudici. Si tratta, invece, di incompetenza, paura e impreparazione nel gestire momenti critici, secondo me. Un carabiniere non può non essere freddo e non può sparare ad altezza d’uomo se si sente minacciato. Non esiste, sarebbe consentito ad un comune cittadino in preda al panico, non ad un militare addestrato proprio per questo. Ma i fatti più gravi riguardano l’irruzione nella scuola “Diaz”. Un blitz studiato a posta per far male, per picchiare la gente tanto è vero che le prove sono state alterate (2 bottiglie molotov sequestrate, ma portate nella scuola dagli stessi poliziotti !). Gente che dormiva è stata picchiata selvaggiamente: costole rotte, calci in faccia, vomiti di sangue e teste spaccate. Ecco la polizia italiana, o meglio, ecco certi poliziotti che abusano del potere e non sono degni della divisa. Al processo (tutt’ora in corso) che vede alla sbarra 29 imputati tra le forze dell’ordine, c’è stato il colpo di scena. Michelangelo Fournier, all’epoca dei fatti vicequestore aggiunto del primo Reparto Mobile di Roma, ha cambiato versione e ha fornito ai giudici una agghiacciante testimonianza in riferimento all’irruzione nella scuola. “Durante le indagini non ebbi il coraggio di rivelare un comportamento così grave da parte dei poliziotti per spirito di appartenenza”. Ora, invece, dice la verità e racconta i pestaggi dei suoi colleghi: “Sono rimasto terrorizzato e basito – ha spiegato – quando ho visto a terra una ragazza con la testa rotta in una pozza di sangue. Pensavo addirittura che stesse morendo. Fu a quel punto che gridai: ‘basta basta’ e cacciai via i poliziotti che picchiavano”. Continuavano a picchiare una ragazza in fin di vita. Gente vigliacca, veri criminali autorizzati. E sempre in riferimento ai quei fatti, spunta la notizia dell’avviso di garanzia inviato a Gianni De Gennaro, il capo della polizia accusato di induzione e istigazione alla falsa testimonianza per la deposizione di Francesco Colucci (oggi accusato di falsa testimonianza), che nel 2001 era Questore di Genova. Se chi dovrebbe stare dalla parte della giustizia è accusato di voler insabbiare la verità . . .

Pubblicato in:  on 22 Giugno 2007 at 03:04 Lascia un Commento