Prodi indagato per abuso d’ufficio

“Romano Prodi indagato dalla procura di Catanzaro”

Il Presidente del Consiglio Romano Prodi è stato iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Catanzaro con l’accusa di abuso d’ufficio. Secondo il sostituto procuratore Luigi De Magistris, il “Professore” sarebbe direttamente coinvolto nel presunto comitato d’affari che, sull’asse San Marino – Bruxelles, si sarebbe arricchito incassando finanziamenti dell’Unione Europea in modo illecito (“loggia di San Marino”). Nell’occhio del ciclone, infatti, ci sarebbero uomini molto vicini al Capo del Governo indagati per i reati di associazione per delinquere, truffa aggravata e violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete. Su tutti spicca l’onorevole Sandro Gozi, ex funzionario dell’Unione Europea, già stretto collaboratore di Prodi a Bruxelles e attualmente suo sostituto in Commissione Affari Costituzionali della Camera. Da parte sua Romano Prodi si dice fiducioso nella giustizia e confessa di aver appreso la notizia dai media perchè, afferma, non gli è stato notificato fino ad ora nessun avviso di garanzia. La tegola cade su un Governo già traballante per gli ultimi fatti che hanno riguardato la riforma della giustizia con un emendamento approvato dall’opposizione e conseguente minaccia di dimissioni da parte del Guardasigilli Mastella. Situazione delicata, dunque, che avrà pesanti ripercussioni politiche e potrebbe significare un vero e proprio terremoto di Palazzo.

Pubblicato in:  on 13 Luglio 2007 at 19:25 Commenti (2)

Made in China … no grazie !

“Fabbrica cinese, i rischi per la salute”

Monta la polemica dopo il caso “Colgate” che ha portato al sequesto di decine di migliaia di tubetti potenzialmente nocivi e quindi dannosi per la salute. I cinesi nell’occhio del ciclone. Una economia che fa passi da gigante, ma tante, tantissime sono le cose da migliorare per poter parlare della Cina come un paese civile, libero e rispettoso dei diritti umani. Non solo perchè è il primo Stato al mondo per esecuzioni capitali, ma soprattutto perchè “made in China” dalle nostre parti significa “prodotto a basso costo…e di scarsa qualità”! E fin quando parliamo di magliettine, scarpe o palloni da calcio il discorso può anche starci bene, ma quando di mezzo c’è la salute….no! Bravi a copiare tutto (ma proprio tutto), i piccoli genietti dimenticano che usare tinte tossiche per la colorazione dei vestiti o (ancor peggio) sostanze assai dannose per la salute (come nel caso del dentifricio) non può essere giustificato da un prezzo stracciato. Qui, nei paesi che nonostante mille contraddizioni possono comunque definirsi “civili”, il rispetto per la salute dell’uomo viene prima di tutto, almeno secondo la legge e un comune senso etico-sociale. Avete invaso ogni settore con i vostri prodotto scarsi e scopiazzati, ma non vi è permesso di mettere in pericolo la nostra vita. Qualcuno è anche finito in ospedale per la storia del “Colgate”, mentre nelle fabbriche cinesi lavorano in condizioni disumane anche donne e bambini a cui vengono impartiti ordini che mirano esclusivamente al raggiungimento di fini economici. Un colpaccio, però, la politica cinese l’ha messo a segno: il responsabile del prontuario del servizio sanitario cinese è stato condannato a morte (stessa sorte per il suo predecessore) per corruzione e negligenza. Siglava contratti per la fornitura di farmaci a nome del servizio sanitario cinese senza accertarsi della bontà del farmaco stesso omettendo controlli importanti. E infatti molti di quei farmaci immessi nel mercato si sono rivelati letali ! La condanna a morte vuole essere un modo per recuperare credibilità a livello internazionale ? Probabilmente sì, o forse perchè da quelle parti infliggere la pena capitale ha più o meno lo stesso valore dei nostri arresti domiciliari; in ogni caso il consiglio più importante è quello di acquistare solo prodotti col marchio dell’Unione Europea, quelli insomma controllati e garantiti dai nostri istituti sanitari evitando le sottomarche sconosciute perchè la nostra salute vale più di qualche euro risparmiato.

Pubblicato in:  on 12 Luglio 2007 at 03:06 Lascia un Commento

Bush in Albania, qualcuno gli ruba l’orologio !

“George W. Bush a contatto con la folla subisce il furto del suo orologio”

Acclamato dalla folla lui sorride e si getta tra le braccia della gente, ma qualcuno in un attimo riesce a sfilargli l’orologio. Nessuno se ne accorge, la scorta non nota nulla nonostante siano lì proprio per questo. Le telecamere, però, evidenziano l’accaduto(http://www.youtube.com/watch?v=PKDdF6vfjoo): Bush, prima di avvicinarsi alla gente di Tirana che vuole toccarlo, ha sul polso sinistro un orologio con cinturino scuro. Dopo alcuni minuti, quando il presidente si avvicina alla macchina che lo sta per portare via, mentre alza ancora il braccio per salutare, ecco che sul polso sinistro l’orologio non c’è più. E’ evidente il segno bianco dell’abbronzatura (Bush, adesso sappiamo anche questo, prende il sole con l’orologio!) mentre qualcuno ha in mano questo importante ricordo. Il fatto è quantomeno inusuale, probabilmente è la prima volta nella storia che ad un capo dello Stato in visita venga rubato l’orologio. Due le riflessioni che appaiono necessarie: innanzitutto complimenti al ladro per il coraggio perchè è chiaro che, se qualcuno avesse notato il furto ed identificato il responsabile, le conseguenze sarebbero state pesanti; altro aspetto, ben più serio, riguarda la sicurezza: ovunque si muova il presidente degli Stati Uniti tutto si ferma, traffico bloccato, perquisizioni a tappeto, squadre antiterrorismo in azione, spazio aereo chiuso per l’intera giornata e città blindate. Bene, bravi. Forse è anche giusto visto che parliamo dell’uomo più potente della Terra e, per certi versi, uno tra i più odiati in assoluto almeno da certe frange. Ma come si può lasciare che una folla immensa quasi lo sommerga toccandolo ovunque, stringendogli la mano, addirittura baciandolo…??!!! Immagini, queste, andate in onda dopo la sua visita in Albania e che rendono chiara una cosa: non è per nulla difficile venire a contatto con il presidente degli Stati Uniti. I maleintenzionati ci sono sempre, stavolta gli è andata bene ed ha subìto solo uno stupido furto. Poteva esserci chiunque a posto di quel ladro, magari un terrorista o un semplice fanatico che invece di stringergli la mano e sfilargli l’orologio poteva avere una pistola o un coltello e compiere l’omicidio del secolo.

Pubblicato in:  on 12 Giugno 2007 at 02:18 Commenti (16)

Russia, sempre più verso il regime

“Ultra-nazionalisti russi cercano di picchiare Peter Tatchell, veterano del partito dei diritti gay britannico”

Sempre meno democratica la vita nella Russia di Putin. L’ultimo episodio è di alcuni giorni fa quando diversi attivisti per i diritti degli omosessuali sono stati arrestati a Mosca, mentre la manifestazione del Gay Pride è stata vietata. C’era anche il deputato di Rifondazione Comunista Vladimir Luxuria che è stata oggetto di lancio di uova e pietre, mentre numerosi manifestanti sono stati violentemente picchiati sotto gli occhi della polizia locale. Le forze dell’ordine, invece di bloccare gli aggressori, ridevano e scherzavano ed anzi hanno arrestato alcuni esponenti del Gay Pride tra cui l’eurodeputato dei radicali Marco Cappato, tenuto dietro le sbarre per 5 ore senza una motivazione e rilasciato, grazie all’intervento della nostra ambasciata, senza nemmeno le dovute scuse. Ottavio Marzocchi, radicale e funzionario al Parlamento Europeo, è stato quello che ha avuto la peggio negli scontri riportando alcune ferite al volto. L’intento dei manifestanti era di consegnare una lettera al sindaco di Mosca Yury Luzkhov firmata da 50 parlamentari europei, in cui si ricordava che l’articolo 11 della Convenzione europea dei diritti umani, sottoscritta anche dalla Russia, enuncia il diritto di manifestare il proprio pensiero. La manifestazione del Gay Pride, infatti, non è stata mai autorizzata dal Governo nè dall’Amministrazione comunale e per questo erano giunti da diverse parti d’Europa per chiedere il rispetto dei diritti. Ma a Putin, si sa, non è gradito alcun tipo di opposizione. Bastonate e violente repressioni per chi non si adegua all’ortodossia russa, altro che democrazia. Chi vuol essere controcorrente rischia la vita e gli omicidi dei giornalisti o gli arresti dei dimostranti ne sono cruda testimonianza. Verso il regime, dunque, in un Paese dove appena 14 anni fa l’omosessualità veniva considerato un reato e punito col carcere! Roba da terzo mondo! A quasi vent’anni dal crollo del muro di Berlino c’è ancora tanto da fare per vedere il popolo russo libero di esprimersi, di manifestare, di denunciare…di agire!

Pubblicato in:  on 28 Maggio 2007 at 20:59 Lascia un Commento

Quanto ci costano i politici ? Cifre vergognose…all’italiana !

“I parlamentari italiani sono i più pagati in Europa”

I numeri sono da capogiro e non importa quali siano le condizioni di salute dell’economia italiana: quei soldi i politici li incassano lo stesso. Solo nel 2005 l’intera classe dei Deputati ci è costata 40 milioni di euro !!! I parlamentari, come è noto, non sono “stipendiati” ma percepiscono una indennità che si aggira attorno ai 14.000 euro al mese così suddivisi: 5.500 costituiscono la base, diciamo così, intascata per il semplice fatto di sedere in Parlamento; 4.000 euro vengono rimborsati per il soggiorno a Roma , 4.200 euro sono somministrati ai Deputati per finanziare le spese inerenti il rapporto con i loro elettori (chissà cosa voglia dire). Per quanto concerne i Senatori, quest’ ultima voce di spesa viene elargita con circa 500 euro in più al mese: si sale, così, a 4.700 euro. I nostri parlamentari sono i più pagati di tutta Europa nonostante, lo dicono i numeri, la nostra economia sia tra le più pietose del vecchio continente. Si parla spesso di risanare i conti e si aumentano le tasse per assicurare cospicue entrare allo Stato, ma non si parla mai di cifre più umane per chi ci governa, almeno tali da non fare arrossire. Senza parlare, ovviamente, dei pass speciali in autostrada, sui treni, via mare e per i cieli oltre ai rimborsi annui non solo sulle spese di trasporto e soggiorno ma anche sulle spese telefoniche (stimati circa sui 3.100 Euro). Tra il rimborso dei taxi (fino a 4.000 Euro), viaggi extrafrontalieri (3.100 Euro) e “laute” pensioni vitalizie, l’emorragia di denaro pubblico raggiunge cifre impressionanti. Ma anche a livello locale le cose non vanno meglio: una pattuglia di ben 1.200 rappresentanti regionali tra presidenti, assessori e consiglieri pesano sulle spalle dei cittadini con stipendi computati tra gli 8.000 e i 12.000 Euro lordi mensili. Insomma, fare il politico dalle nostre parti è diventato un vero e proprio business !

Pubblicato in:  on 21 Maggio 2007 at 00:33 Lascia un Commento

E’ morto Boris Eltsin, simbolo di una democrazia andata perduta

“Boris Eltsin aveva 76 anni. Fu il primo presidente della Russia post-sovietica”

La sua morte giunge come un fulmine a ciel sereno. Nessuno aveva prima parlato di una malattia nonostante fosse da tempo sofferente di cuore. Era stato operato nel 1996 per un quintuplo bypass cardiaco dal quale, però, si era ripreso abbastanza bene. Secondo fonti mediche, Eltsin sarebbe deceduto per infarto. Ultimo baluardo di una democrazia soffocata dall’attuale presidente Putin, l’ex capo del Cremlino ha sempre difeso il pluralismo e la libertà di stampa. Amante delle donne e della vodka, non esitava ad essere brutale se le condizioni lo richiedevano. Comunista per la gran parte della sua vita, finì per odiarlo al punto da temerne un suo ritorno. Dopo la definitiva spallata all’URSS, raggiunto il potere nel 1991 commise anche alcuni errori fatali come la selvaggia privatizzazione a cui andò incontro il paese durante il suo mandato cadendo nel caos e nella corruzione. Non passa inosservato il ruolo che ebbe nel 1993 quando resistette ad un tentativo di colpo di Stato: i golpisti si erano asserragliati nella sede del Parlamento russo (definito “Casa Bianca” per il colore del grande edificio) e lui, che riuscì ad avere dalla sua parte l’esercito, portò proprio lì davanti i carrarmati ordinando di sparare verso il Parlamento. Eltsin, alla fine, mantenne il potere. Già due anni prima, quando i conservatori tramarono un colpo di stato contro Gorbaciov, era riuscito a dissuadere i golpisti conquistandosi una certa popolarità. La crisi economica, che porto per ben due volte la Russia al limite della bancarotta, e la difficile questione cecena segnarono un crollo dei consensi. Nel 1999 decise allora di ritirarsi dalla politica e nominò come suo successore Vladimir Putin, uomo profondamente diverso dalla personalità così aperta e riformista dello stesso Eltsin. Fra i primi ad esprimere le condoglianze c’è Mikhail Gorbaciov : “Nella sua storia ci sono state grandi opere per il bene del paese – ha detto – ma anche grandi errori”. La nomina di Putin, ne siamo certi, appartiene ad uno di questi ! Con l’attuale presidente russo il terrore regna sovrano. Giornalisti assassinati e oppositori arrestati dopo inaudite violenze: questo racconta la realtà di un regime così lontano dagli ideali politici di Boris Eltsin, tradito per questo da chi ha ereditato il suo potere.

Pubblicato in:  on 24 Aprile 2007 at 01:05 Commenti (1)

Prodi – Karzai : trattativa pasticciona

“Ci ha mentito ?”

La liberazione di Daniele Mastrogiacomo non è stata indolore. I sequestratori hanno chiesto e ottenuto la liberazione di cinque terroristi arrestati in Afghanistan per lasciare andare l’inviato di “Repubblica”. La trattativa è stata portata avanti dal premier Romano Prodi (con la complicità del Minstro degli Esteri Massimo D’Alema) e da Hamid Karzai, capo del governo provvisorio afghano, con la mediazione di Gino Strada. Ma qualcosa non è andata per il verso giusto. Gli altri due ostaggi nelle mani dei talebani, l’autista Nagha e l’interprete Adjamal, non sono stati risparmiati e, se per il primo poco o nulla si poteva fare visto che è stato ucciso subito dopo il sequestro, per l’interprete è apparso evidente il disinteresse generale. Giusto tentare il possibile per salvare una vita umana, ma la distinzione di razza non può essere accettata. Prodi ha trattato con i talebani anche se continua a negarlo, ma Karzai ha rilevato ogni retroscena confermando la liberazione di cinque pericolosi terroristi in cambio del reporter italiano (non si capisce perchè a questo punto non si sia trattato anche per liberare l’interprete !) e, abbastanza irritato, ha parlato di un “favore particolare fatto al governo italiano su forti pressioni del premier Prodi”. Karzai ha detto che non si tratterà piu’ per la liberazione degli ostaggi e ha mostrato forte preoccupazione per il futuro, visto che le modalità di rilascio di Mastrogiacomo costituiscono un precedente pericolosissimo tale da motivare i talebani e da aumentare sensibilmente il rischio di sequestri. Prodi aveva chiamato più volte Karzai per risolvere la questione e lo ha ricattato, come confermato dal capo del governo afghano (anche se ovviamente con altri termini), invitandolo ad accettare le richieste dei talebani per giungere alla liberazione del giornalista di “Repubblica” altrimenti le truppe italiane presenti in Afghanistan sarebbero state ritirate. Chiaramente Prodi ha negato che siano stati questi i contenuti delle telefonate con Karzai, ma la verità è venuta a galla. Conclusioni ? L’Italia non ha fatto una bella figura, Prodi ha palesemente mentito agli italiani e al mondo intero, cinque terroristi pericolosi sono stati liberati in cambio di Mastrogiacomo e due giovani ragazzi (l’autista e l’interprete) sono stati brutalmente assassinati. La politica non è un gioco !

Pubblicato in:  on 16 Aprile 2007 at 16:14 Commenti (4)

La Chiesa contro i Dico : “Questo matrimonio non s’ha da fare”

“Simpatica vignetta che ritrae il VicePresidente del Consiglio Rutelli, il cardinale Ruini e la senatrice della Margherita Binetti”

Senza voler entrare nel merito, senza quindi esaminare una materia difficile ma di grande attualità com’è quella dei Pacs o Dico, bisogna invece prestare attenzione all’intervento della Chiesa che, in maniera forte e decisa, si è espressa sulla questione. Non è la prima volta che su temi scottanti e che rompono quel rigido conservatorismo ecclesiastico, la Chiesa esprime apertamente la sua posizione addirittura a mo’ di richiamo verso le istituzioni politiche. Un ruolo che non le spetta ! Dice la sua sugli affari politici italiani (molto meno impegnata, invece, a criticare linee politiche alquanto discutibili come quelle di Cina o Russia, ma anche di paesi cattolici come la Spagna) e porta dietro le proprie dichiarazioni un numero infinito di fedeli influenzando, com’è ovvio, il loro giudizio. Siamo fortunatamente ben lontani dai tempi in cui potere spirituale e temporale erano nelle mani della stessa persona; oggi le questioni politiche non devono essere oggetto di critica da parte della Chiesa così come la politica non si è mai intrufolata negli affari ecclesiastici (e ce ce ne sarebbe da dire) nè ha mai commentato la linea religiosa della Santa Sede. E allora continuiamo a distinguere i due campi. Il cardinale Camillo Ruini, a cui manca soltanto un posto in Parlamento, nè ha per tutti e su tutto. Attacca i Pacs, parla della Finanziaria, chiede aiuti per la famiglia, difende l’ex governatore di Bankitalia Antonio Fazio, spiega che il terrorismo dipende dai problemi mai risolti in Medio Oriente e si esprime addirittura sulla riforma della giustizia e sul caro petrolio. Insomma, fa di più dei nostri parlamentari (e probabilmente ne sa più di loro) dimenticandosi però il suo vero ruolo. Sarebbe bello vederlo impegnato con la stessa grinta e abnegazione nel rinnovare gli antichi precetti della Chiesa, nel rendere questa istituzione vicina alla gente e ai problemi reali di questo mondo senza ostentare la solita opposizione ad ogni cenno di rinnovamento. Sarebbe bello vederlo protagonista di una Chiesa nuova, diversa, punto di riferimento di chi, in questo mondo così difficile, si sente spesso sbandato e privo di punti certi. La Chiesa, invece, dice no alla modernità, chiude gli occhi davanti ai bisogni più immediati della gente e continua a percorrere la sua strada lontana dalla quotidianità di ognuno di noi. Si trasforma, così facendo, in una istituzione vuota, anacronistica, lontana da tutti e distante dall’uomo comune. Certo, i dogmi fondamentali e le colonne portanti della cristianità non possono e non devono essere rivoluzionati, ma la capacità di adeguarsi ad un mondo moderno che non è più quello di cento, duecento o trecento anni fa ce lo aspetteremmo un pò tutti.

Pubblicato in:  on 12 Aprile 2007 at 14:42 Commenti (1)

Il Governo italiano salva solo Daniele, tutto il resto è noia

“Daniele Mastrogiacomo e Gino Strada appena dopo la liberazione”
Ha fatto di tutto per salvare la vita al giornalista Daniele Mastrogiacomo accettando condizioni e ricatti da chi, da un giorno all’altro, era pronto a tagliargli la gola; è sceso a compromessi con i talebani liberando potenziali terroristi o comunque uomini ritenuti altamente pericolosi; probabilmente ha anche pagato un forte riscatto, ma, giustamente, la vita vale più di ogni altra cosa e forse anche più di un ideale; ha condotto con cura e attenzione ogni particolare nelle trattative con i carcerieri di Daniele e alla fine ha avuto ragione. Di chi stiamo parlando ? Del Governo italiano che mai, proprio mai come in questo caso (diverse erano le condizioni e soprattutto le motivazioni “politiche” nel caso di Giuliana Sgrena, scomoda soprattutto agli americani che hanno goffamente tentato di ucciderla) ha mostrato impegno ed abnegazione per liberare un ostaggio italiano finito nelle mani dei talebani mentre cercava di fare il proprio lavoro fino in fondo. E dopo ? E dopo si è dimenticato di tutto il resto…o almeno di Rahmatullah Hanefi, manager dell’ospedale di Emergency a Lashkargah, che all’alba del 20 marzo è stato portato via dai servizi segreti afghani senza una motivazione ufficiale. Un vero e proprio rapimento autorizzato e addirittura, secondo molte testimonianze, pare sia anche sottoposto a torture. Non può comunicare con l’esterno, ma soprattutto è l’esterno (“quello che conta”) che non vuole comunicare con lui. Sicuramente al Governo italiano non interessa nulla di questa situazione ma, si dirà, non ha nessuna competenza (nè interesse!) in questa vicenda che quindi scorre lenta, muta, affogata nel silenzio di un mondo incomprensibile (il nostro e non il loro) che guarda solo da un lato, e sempre dallo stesso. I servizi segreti afghani hanno compiuto un atto che non trova giustificazione o forse, dopo la liberazione di quei pericolosi talebani rilasciati in cambio di Daniele, stanno cercando di saperne di più e capire con chi abbia trattato il manager di Emergency ? Beh, dovrebbero allora contattare chi gli ha chiesto di fare di tutto, ma proprio di tutto per salvare il giornalista. Insomma, dovrebbero chiedere informazioni al Governo italiano che, premuroso, disponibile e con l’unico obiettivo di portare a casa Daniele, ha deciso dopo di lavarsene le mani !!! Evidentemente le aveva davvero tanto tanto sporche.
Pubblicato in:  on 27 Marzo 2007 at 01:25 Commenti (2)