Rateizzazione o versamento integrale ? E’ solo un dettaglio…

“Alle ore 19 di oggi scade il termine per la fideiussione”

Manca poco, sono le ultime ore di trepidante attesa. Alle ore 19 scadono i termini per presentare la fideiussione da 700 mila euro, ma Cazzaniga ha chiesto una rateizzazione. La cordata è molto influente negli ambienti federali. In queste ore in FIGC è presente l’avvicato Carmelo Santoro insieme con Pier Carlo Barberis, responsabile area risorse umane di Sky ed ex dirigente del Milan. E’ probabile che ottengano la rateizzazione richiesta, ma in ogni caso Cazzaniga è comunque pronto a versare interamente la somma entro le ore 19. Ma da buon imprenditore…tentare non nuoce. A dopo per ulteriori aggiornamenti.

Pubblicato in: on 28 Luglio 2008 at 17:42 Lascia un Commento

Cazzaniga sposa il progetto Messina calcio

“Gianmario Cazzaniga, 46 anni, patron del Messina calcio”

Manca solo l’ufficiliatà, ormai è quasi fatta. Gianmario Cazzaniga, 46 anni, titolare della Iniziativa Sviluppo Group, ha annunciato di essere interessato all’affare Messina. Per aderire al lodo Petrucci, però, i tempi sono ormai ristretto. Lunedì 28 entro le ore 19 deve essere versata la fideiussione da 700 mila euro. Cazzaniga è disposto a versarne immediatamente 200 mila, per gli altri 500 mila chiede una rateizzazione in dieci anni versando quindi 50 mila euro l’anno. Il sindaco di Messina Buzzanca ha inoltrato richiesta di dilazione alla FIGC, vedremo la risposta, anche se tutto ciò appare più una strategia aziendale che una vera e propria intenzione di ottenere qualcosa di concreto.
La sensazione è che Cazzaniga, dopo aver apertamente manifestato l’intenzione di aderire al lodo Petrucci investendo nel Messina calcio, verserà l’intera somma entro i termini previsti, questo è solo un tentativo per sondare gli umori in federazione.
Aspettiamo, intanto i tifosi sono in trepidazione

Pubblicato in: on 27 Luglio 2008 at 19:38 Lascia un Commento
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Così nacque il rugby…

“La statua di William Webb Ellis alla Rugby School”

 

Lo sapete come è nato il rugby ? In pochi forse lo immaginano, la storia è davvero affascinante. Questo sport nasce grazie al coraggio di un giovane inglese, il coraggio di infrangere le regole !
L’anno e’ il 1823, teatro la cittadina inglese di Rugby, per l’appunto. Il campo e’ quello della scuola della citta’, la Rugby School. Secondo le cronache ufficiali dell’istituto, il fatto avvenne nella seconda parte dell’anno. Durante una partita di calcio, il sedicenne William Webb Ellis all’improvviso decide di infrangere le regole di quello sport: prende il pallone con le mani e, tra lo stupore generale, corre, senza essere rincorso, fino all’area della porta avversaria, per poi tuffarsi andando a schiacciare il pallone a terra.
La leggenda vuole che il rugby sia nato cosi’, per caso, per la voglia di cambiare le regole del giovane figlio di un militare, James Ellis, un ufficiale dei Dragoni della guardia morto nel 1812 ad Albufeira, in Portogallo, combattendo contro le truppe di Napoleone, e di Ann Webb. Attualmente la sua salma e’ sepolta presso il cimitero di Mentone (il Vieux Chateau), in Francia: mori’ il 24 gennaio del 1872, a 66 anni.

Nel 1823 William Webb Ellis, poi divenuto pastore anglicano, che aveva lasciato Manchester insieme alla madre e al fratello Thomas, e’ al settimo ed ultimo anno di studi. Bravo in latino, secondo le cronache di allora viene considerato un ottimo giocatore di cricket. Di prove legate a questo mitico episodio non ce ne sono: l’unico testimone mori’ senza essere riuscito a convincere i giornalisti della veridicita’ delle sue parole. Di questa se ne e’ occupata anche l’International rugby board, l’organismo nato nel 1886. Riusci’ anche a radunare diversi ex studenti della Rugby School, dove ad oggi c’e’ una statua di Ellis e una targa che ricorda il suo gesto: molti dissero che neppure lo ricordavano, altri dichiararono di conoscerlo solo di vista e di non ricordare affatto il suo “viaggio” con il pallone tra le mani fino in porta. Piu’ di cento anni dopo, nel 1987, la neonata Coppa del Mondo prende il suo nome (“Webb Ellis Cup”).

Pubblicato in: on 18 Gennaio 2008 at 17:39 Lascia un Commento

Ciao Enzo Biagi, Giornalista ineguagliabile !

“L’Italia perde un uomo di grande cultura. Aveva 87 anni.”

 

Se n’è andato il giornalista più bravo che l’Italia abbia mai conosciuto, se n’è andato Enzo Biagi. Aveva 87 anni, negli ultimi giorni le sue condizioni di salute si erano aggravate e la morte sembrava ormai imminente. Si è spento serenamente, confortato dalla presenza sempre piena d’amore delle figlie e dei familiari. Era un combattente vero, lo è stato sul campo come partigiano e lo è stato anche in tempo di pace da cronista. Ha raccontato le storie della gente, quella quotidianità che nessuno sapeva mostrare all’Italia così distratta e corrotta. Lo faceva con stile semplice, senza sprecare mai le parole nè mostrando segni di sapienza. Voleva che tutti lo capissero, e ci è riuscito. Per questo era un vero giornalista, uno di quelli che il mestiere lo sapeva davvero e che non aveva paura dei politici e degli uomini potenti. Anzi, ha sempre fatto emergere chiaramente il suo punto di vista su ogni questione, senza mai cadere in un vigliacco silenzio. In Rai ha costruito le sue fortune, ma senza mai abbassare il capo: “Preferisco una tv di Stato ad una tv di Governo!” C’è tanto in questa sua espressione, c’è voglia di libertà e giustizia, voglia di far sapere tutto a tutti con l’unico scopo di servire la gente, i suoi lettori e telespettatori.
E’ stato silurato da Silvio Berlusconi nel 2002 perchè non sapeva risparmiarsi nessuno nè sottostare a squallidi giochi di potere. Secondo i più classici e rigidi protocolli dittatoriali, l’ex “kapò” decise di ripulire la tv di Stato cancellando in un sol colpo le trasmissioni di Biagi, Santoro e Luttazzi, ma cinque anni dopo il giornalista bolognese fece ritorno in tv senza dimenticare quel fatto e continuando con determinazione il suo solito modo di lavorare, con orgoglio e classe. La sua morte lascia un vuoto nella crescita professionale di chiunque tenti la strada del giornalismo perchè scompare un maestro, uno di quelli senza supplente !

Pubblicato in: on 6 Novembre 2007 at 18:02 Lascia un Commento

Sportivi miliardari, le cifre del 2007

“Il Manchester United è il club più ricco del mondo”

 SPORT VARI

 Campioni nello sport ma soprattutto di incassi, gli sportivi sembrano essersi conquistati oltre ai sudati allori anche la palma di personaggi più pagati secondo i calcoli di Forbes. Nel 2003 la classifica degli stipendi d’oro era capeggiata dal golfista americano Tiger Woods, con circa 100 milioni di dollari, seguito a breve distanza dal sette volte campione del mondo di Formula 1, Michael Schumacher, che si è arricchito di 62 milioni di dollari con i suoi molteplici successi mondiali su pista. L’inglese del Real Madrid (calcio) David Beckham occupava stabilmente la terza posizione sulla lista con 35, 2 milioni di dollari prima di essere superato dall’artista della velocità Fernando Alonso, diventato recentemente il terzo sportivo piu’ pagato al mondo assicurandosi un profumato conto da 33 milioni di euro. A distanza di soli 4 anni cambiano i primati e si conquista la pole position ancora una volta il golfista Tiger Woods seguito dal collega Phil Mickelson capaci di introitare rispettivamente 68,5 e 35,7 milioni di euro.

CALCIO EUROPEO 

Se su campo internazionale hanno la meglio Formula 1, golf, basket e box nel vecchio continente c’è un’unica disciplina che la fa davvero da padrone: il calcio.
Nella top-ten della rivista Forbes dedicata alle società di calcio più ricche e ai calciatori più pagati, si guadagna la pole position il Manchester United con 1,137 milioni di euro (la stessa cifra del 2006) seguito dal Real Madrid che con i suoi 811 milioni di euro fa la sua bella figura e dall’Arsenal in rincorsa, con un milione di euro in più dalla precedente stagione, a 716 milioni di euro. Al quarto posto invece troviamo il Bayern Monaco con 655 milioni di euro.
In particolare la retrocessione in B non sembra aver penalizzato più di tanto la vecchia signora del calcio italiano (la Juve) che staziona in sesta posizione con i suoi 443 milioni di euro, tra Milan (644 milioni di euro) e Inter (434 milioni di euro) rispettivamente quinta e settima posizione. Chiudono la classifica dei primi dieci club più ricchi il Chelsea (420 milioni di euro), il Barcellona (418 milioni di euro) e il teutonico Schalke (369 milioni di euro).
L’inglese David Beckham che aveva prevalso nel ‘02, ‘03 e ‘04 staziona in seconda posizione a 23,2 milioni di euro subito dopo Ronaldinho che conserva il titolo di giocatore più pagato con i suoi 23,5 milioni di euro, seguito da Ronaldo (18,6 milioni di euro), Wayne Rooney (13,7 milioni di euro) e Michael Ballack (13,4 milioni di euro).
Scivola in sesta posizione il francese Thierry Henry a 12,6 milioni di euro (che nel 2005 stazionava nella parte alta della classifica a 15,7 milioni subito dopo Beckham) seguito dal connazionale Zinedine Zidane quasi in pari posizione con 12,4 milioni di euro. Chiudono la top-ten il capitano della nazionale italiana Fabio Cannavaro (11,6 milioni di euro), e gli inglesi John Terry (11,4 milioni di euro) e Steven Gerrard (11,3 milioni di euro).

Pubblicato in: on 3 Ottobre 2007 at 01:39 Lascia un Commento

Crescono i “paperoni”, il mondo è più ricco

“Congiuntura economica positiva: i ricchi aumentano”

I Paperonissimi, ovvero quelli che hanno una patrimonio finanziario personale di oltre 30 milioni di dollari, sono nel mondo circa 95 mila (+11,3% su 2005). E in Italia?
“Non ci sono dati ufficiali”, ha detto Massimo Fortuzzi, responsabile private client di Merrill Lynch Italia, “ma dovrebbero essere almeno 2.000, l’1% di quelli che hanno un patrimonio di oltre un milione di dollari”. Nel mondo, la ricchezza individuale ha raggiunto nello scorso anno un valore complessivo di 37.200 miliardi di dollari, registrando un aumento, rispetto al 2005, dell’11,4%, prima crescita a doppia cifra registrata in sette anni.
A contribuire alla performance sono stati i principali fattori macroeconomici in atto, come la crescita del prodotto interno lordo (in Cina +10,5%) e della capitalizzazione dei mercati azionari, con la Borsa brasiliana che ha segnato un miglioramento del 50% nel 2006. Per il futuro, i ricercatori prevedono che mercati maturi come gli Stati Uniti rappresenteranno una sorta di ancora nel panorama economico mondiale, soprattutto in presenza di tassi di crescita moderati.
Dalle banche centrali ci si attende “una contrazione della politica monetaria che concluderà il periodo di elevata liquidità che tanto impulso ha dato allo sviluppo recente e si prevede, infine, un rallentamento dei tassi di crescita di Asia e America Latina a fronte di un rallentamento della domanda a livello globale.
Tornando al 2006, gli uomini con un patrimonio di oltre un milione di dollari, hanno destinato i maggiori investimenti al settore immobiliare: a livello globale, nel 2006 i volumi delle operazioni nel Real Estate hanno raggiunto i 682 miliardi di dollari, in aumento del 38% sul 2005. Ma senza dimenticarsi del prossimo: i grandi ricchi, quelli con più di 30 milioni di dollari, hanno destinato nello scorso anno 285 miliardi di dollari alle cause filantropiche (fonte: msn.com)

Pubblicato in: on 16 Settembre 2007 at 02:38 Lascia un Commento

Tanto per ridere…

“Le cazzate da fare in un centro commerciale…”

Quando sei in un centro commerciale e non hai niente da fare:

1 ) Recupera 24 scatole di preservativi e mettili a caso nei carrelli negli altri clienti mentre non guardano.
2 ) Programma tutte le sveglie del reparto casa in modo che suonino a intervalli di 5 minuti.
3 ) Lascia una striscia di succo di pomodoro per terra in direzione del bagno.
4 ) Avvicinati a un a un impiegato e digli con tono serio: “codice 3 nel reparto casa”. E osserva la sua reazione.
5 ) Sposta un cartello “attenzione- pavimento bagnato” in una zona con moquette.
6 ) Monta una tenda nel reparto di camping e dì al resto dei clienti che li inviti a entrare solo se ti portano dei cuscini dal reparto letti.
7 ) Quando ti si avvicina una dipendente e ti chiede se ti può aiutare, inizia a piangere e chiedile “Perché non mi lasciate in pace?”.
8 ) Fissa la telecamera per la sicurezza e usala come specchio mentre peschi nel tuo naso.
9 ) Mentre guardi i coltelli da macelleria, chiedi alla dipendente se sa dove sono gli antidepressivi.
10 ) Vai in giro per il supermercato con aria sospettosa mentre fischietti la musica di Mission Impossible.
11 ) Nasconditi dietro i vestiti e quando la gente si avvicina per dare un’occhiata dì a voce bassa “prendimi, prendimi”.
12 ) Quando annunciano qualcosa al megafono, aggomitolati in posizione fetale e grida “ancora quelle voci!!”.
13 ) Entra in un camerino e grida a voce alta: “hey! non c’è carta!!!

Pubblicato in: on 13 Settembre 2007 at 00:02 Commenti (1)

Pavarotti, che immenso patrimonio…!

“Oltre 200 mln di euro il patrimonio stimato !”

(Ansa.it) Chi lo ha assistito nelle vicende giudiziarie che Pavarotti dall’alto della sua immensa ricchezza ha dovuto affrontare, in sede civile, penale e fiscale, sostiene che nemmeno ‘Big Luciano’ sapesse quantificare il suo patrimonio. Di certo si sa che ha affidato a un notaio un testamento rivolto non solo ai legittimi eredi, la moglie Nicoletta e la figlia Alice, le altre tre figlie di primo letto, la sorella, le nipoti, ma anche alcune persone che lo hanno aiutato. Un torta ricca, si dice più di 200 milioni di euro.
Il più celebre tenore del mondo, insieme a Caruso, intanto ha venduto oltre 100 milioni di dischi in carriera, e le relative royalties continuano, e continueranno, a rimpinguare le casse di famiglia. Ma sono soprattutto i beni immobili a dare solidità al ‘tesoretto’ di quello che fu il figlio di un fornaio. I calcoli che sono stati fatti per inquadrare il suo patrimonio sono resi difficili dall’ovvio riserbo, ma anche dall’onerosissima separazione nel ‘96 dalla prima moglie, Adua Veroni, dopo la trasformazione di Nicoletta Mantovani da segretaria a compagna, e dall’altrettanto oneroso divorzio, tre anni dopo. Cifre mai confermate parlarono di una pretesa della coniuge di un risarcimento di 200 miliardi di lire, circa 100 milioni di euro, e di una controfferta di 70 miliardi-35 milioni. Di sicuro, la prima moglie, che amministrava i beni che il marito produceva, riuscì a ottenere nel divorzio, anche a favore delle figlie maggiorenni, la villa di Saliceta a San Giuliano e alcuni appartamenti prestigiosi del centro di Modena, vicini alla Ghirlandina, oltre a una cospicua buonuscita. Da quel momento in poi, i due non si sarebbero mai più incontrati, nemmeno alla fine, anche se una voce non confermata parla di una visita discretissima un paio di settimane fa. Mentre le figlie, che si schierarono contro il padre e a favore della madre, avrebbero riallacciato rapporti migliori con l’insorgenza della malattia. C’é poi Villa Giulia sulla collina di San Bartolo a Pesaro, c’é la grande villa di Santa Maria di Mugnano, terminata tre anni fa dalla ristrutturazione di un rustico all’interno del maneggio dei cavalli (ci sono anche quelli, con adeguete scuderie), con annessi piscina, per la riabilitazione fisiatrica di cui aveva bisogno, e il ristorante ‘Europa 92′. C’é l’appartamento lussuoso di New York con grande cucina e la veranda vetrata che si affaccia sul Central Park, ci sono altre proprietà sparse per il globo, a partire da quella di Montecarlo dove cominciarono i guai col fisco italiano, sanati con un assegno staccato nelle mani dell’allora ministro Ottaviano del Turco, il 28 luglio 2000, pari a 25 miliardi di lire, oltre 12 milioni e mezzo. “Oggi mi sento più leggero – disse scherzoso – nell’animo e non solo”. Nella spartizione ereditaria andranno aggiunte partecipazioni in società, titoli, azioni. Un patrimonio che è stato gestito, negli ultimi anni, con la collaborazione della seconda moglie e che verrà diviso secondo le ultime volontà di Big Luciano. Da ieri qualcuno si sente più “pesante”, nell’animo e non solo.

Pubblicato in: on 10 Settembre 2007 at 15:22 Lascia un Commento

Addio Maestro

“Luciano Pavarotti Modena, 12 ottobre 1935 – Modena, 6 settembre 2007″

Se n’è andato sereno, consapevole degli ultimi giorni di malattia ma comunque forte come è sempre stato. Luciano Pavarotti è morto nella sua villa di Modena giovedì 6 settembre a 71 anni. Non era un tenore, ma “il tenore”. Era conosciuto e amato in tutto il mondo, potremmo dire l’italiano più famoso all’estero e non a caso quando i media internazionali hanno saputo del suo decesso non hanno fatto fatica a dedicare la copertina al grande maestro. Dalla vita aveva avuto tanto, tantissimo in termini di successo e denaro. E lui ne era perfettamente consapevole, al punto da esclamare negli ultimi giorni della sua vita: “Con il grande successo che ho avuto nella mia vita professionale e con questa terribile malattia posso dire di aver pareggiato i conti davanti a Dio !” Il cancro non gli ha dato scampo. Era stato operato, sembrava aver passato il peggio ma all’improvviso la ricaduta. Si erano già diffuse voci di un suo peggioramento prontamente smentite dalla famiglia. “Big Luciano” è rimasto cosciente fino agli ultimi istanti della sua vita, addirittura scherzava il giorno prima con chi andava a fargli visita, anche se da qualche mese era costretto alla sedia a rotelle ed era visibilmente dimagrito. Modena proclama il lutto cittadino ed intitola il teatro al suo grande maestro. Con il “Pavarotti and friends” ha tenuto nella città emiliana numerosi concerti dal 1992 al 2003 a scopo benefico portando sul palco i più grandi artisti della musica pop. Grande appassionato di calcio, era tifoso della Juventus. Ma era anche un intenditore di pittura: dipingeva quadri, alcuni dei quali venduti in diverse aste ! Al suo funerale, dopo una camera ardente che ha visto la partecipazione di circa 100.000 persone, hanno preso parte le più importanti personalità del mondo, tra cui: Bono Vox, The Edge, Zucchero, Gianni Morandi, Andrea Bocelli, Placido Domingo, José Carreras, Raina Kabaiwanska, Romano Prodi, Francesco Rutelli, Kofi Annan, Gianni Minà, Carla Fracci, Franco Zeffirelli, Mirella Freni, Milly Carlucci, Jovanotti, Tony Renis e Red Ronnie.

Pubblicato in: on 8 Settembre 2007 at 17:47 Lascia un Commento

Riganò al Levante, ecco la sua verità

“Christian Riganò ha firmato un biennale con il Levante”

Christian Riganò si è accasato al Levante (seconda squadra di Valencia) dopo un’indecisione durata oltre due mesi. Al Messina andranno un milione e duecento mila euro mentre l’attaccante ha firmato un contratto da un milione e duecento mila euro a stagione per due anni, con opzione per il terzo. Tutti contenti e storia finita. Invece no. Christian Riganò non ha digerito le tante critiche piovute su di lui, le voci che lo hanno apostrofato come mercenario. Durante la conferenza stampa di presentazione, in Spagna, ha raccontato la sua verità. “Non è stato nè un problema economico nè un problema personale – ha spiegato – ma ho voluto valutare attentamente le varie offerte. Avevo richieste sia dall’estero che dall’Italia, ma ho tentennato perchè il mio vero desiderio era di giocare nella serie A italiana. Motivo ? Avrei voluto dimostrare il mio valore, anche a me stesso, e capire se i 19 goal segnati lo scorso anno sono stati frutto del caso o se, invece, ero in grado di ripetermi”. Così l’attaccante di Lipari spiega questi due mesi di trattative con tante, forse troppe voci circa la sua professionalità e il suo essere onesto. Durante la partita di Coppa Italia tra Messina e Vicenza, i supporters giallorossi lo hanno duramente contestato dandogli del mercenario, ma lui non vuole chiudere negativamente l’esperienza, comunque unica, vissuta in riva allo Stretto. Appena terminato il campionato sembrava essere Livorno la destinazione naturale del bomber eoliano vista l’immediata partenza di Lucarelli. A dire il vero, il presidente Franza e il vulcanico Spinelli avevano stretto un accordo per il trasferimento in amaranto di Riganò, ma il calciatore ha voluto riflettere. O forse ha voluto riflettere il massimo dirigente peloritano visto che, per accontentare il calciatore dal grande ingaggio, la società toscana non andava oltre i 600 mila euro per l’acquisizione del cartellino. Quando lo scorso anno Franza ingaggiò Riganò pare che i due si fossero accordati per una cessione a parametro zero visto che alle stesse condizioni il bomber era giunto in riva allo Stretto. Ma si sa, il denaro fa gola a tutti e il presidente giallorosso non ha voluto rinunciare alla grana avendo il bomber ancora sotto contratto e poi, rispetto ad un anno fa, era cambiato qualcosa: 19 goal in serie A senza nemmeno giocare per tre mesi! Perchè Levante ? L’offerta economica della società spagnola, dove milita anche l’ex portiere del Messina Marco Storari, era più vantaggiosa sia per il Messina che per il giocatore e questo è stato un aspetto di non poco conto. Niente serie A italiana quindi, forse Riganò avrebbe preferito Livorno ma per la società di via Acireale non andava bene. Il Levante ha offerto il doppio (1.2 mnl) rispetto alla società di Spinelli (600 mila euro) e i giochi si sono chiusi. L’attaccante appare comunque contento e promette alla stampa iberica tanti goal. Qualcuno gli chiede le sue caratteristiche e lui risponde: “Sembrerebbe, data la mia stazza, che sono bravo di testa e magari scarso con i piedi ma vi assicuro che i miei 200 goal segnati in carriera li ho siglati per l’80% con i piedi e solo per il 20% di testa”. Quante reti promette ? “Non faccio promesse di questo tipo, dico solo che un bravo attaccante a fine stagione deve arrivare in doppia cifra. Certo, se ne dovessi fare nove non ditemi che sono scarso”. Scherza anche Riganò, sembra sereno e felice di giocare in Spagna, un calcio che lui ama tanto e che potrebbe fare al caso suo. E la nazionale italiana ? “Lo scorso anno ci speravo e ho saputo che ci sono andato molto vicino. Forse l’età mi penalizza, ma sarei orgoglioso di indossare la maglia azzurra anche solo per una volta. Adesso che gioco nel Levante spero di ben figurare e, chissà, mandare qualche segnale al commissario tecnico”. I tifosi del Messina, intanto, non conservano più un bel ricordo del bomber eoliano. Non si sa quanto la colpa sia davvero la sua, ma di certo aver lasciato la società giallorossa a campionato già iniziato ha messo in crisi i piani del tecnico e della squadra. Si sapeva che sarebbe partito, ma intanto si allenava col Messina. Bisognava sostituirlo con un degno attaccante, ma si voleva avere la certezza del suo addio. E questo tira e molla ha certamente danneggiato la squadra non permettendo di creare un gruppo definitivo sin dal ritiro pre-campionato con calciatori pronti ad arrivare ed altri con le valigie pronte. Insomma, una situazione non gestita benissimo ma che, si sa, non è semplice evitare quando le squadre vogliono spendere poco e i calciatori pretondono il massimo.

Pubblicato in: on 29 Agosto 2007 at 14:57 Lascia un Commento