ZORO vs VALENTINI-GIORDANO : e Franza sta a guardare

“Marco Andrè Zoro, a Messina da Gennaio ’03, lascerà lo Stretto a parametro zero”

“Sono arrivato due minuti in ritardo agli allenamenti, il giovedì precedente la prima partita di campionato Messina – Udinese, e il ds Valentini mi ha detto che dovevo andare ad allenarmi con la primavera”. E’ stato trattato così Marco Andrè Zoro, il difensore ivoriano giunto a Messina a gennaio 2003 e che ha conquistato la storica promozione in serie A nel giugno del 2004. Ha sempre sudato la maglia, ha sempre dato più di quanto gli fosse stato richiesto per questi colori, ma il duo Valentini-Giordano non lo ha mai amato. “Zoro dovrebbe avere la dignità di stare in silenzio invece di scaricare su altri le proprie responsabilità adesso che le cose vanno decisamente male”, ha dichiarato Marco Valentini ad un sito sportivo messinese, aggiungendo : “Dovrebbe pensare prima di tutto alle sue prestazioni sul campo ed al suo comportamento nel corso della settimana. Non a caso è il giocatore più multato dalla società per i ritardi con cui si è presentato agli allenamenti”. A parte il fatto che ognuno dei giocatori si è preso le proprie responsabilità, o almeno così traspare dalle loro dichiarazioni di fine partita, non si capisce in tutto questo dove stia Pietro Franza, il numero uno della società che, in una questione così spinosa e delicata, avrebbe dovuto avere un ruolo di primo piano cercando di diramare la questione già sul nascere. E invece anche qui si è visto il dilettantismo di questa dirigenza. Un giocatore del valore di Zoro andrà via da Messina a parametro zero! Complimenti al direttore sportivo e complimenti al presidente! E’ chiaro che in una squadra possano esserci anche momenti particolari, che qualche calciatore necessiti di attenzioni e richiami, ma il presidente deve assolutamente evitare che si arrivi alla rottura. Certamente Zoro rappresenta qualcosa per i tifosi e per l’intera città perchè ha più volte dimostrato, e non solo in campo, quanto davvero tenga a questi colori. Non è giusto e non è rispettoso nemmeno per la piazza farlo fuori in questa maniera. Giordano dice che va in campo solo chi si allena bene, ma la domenica i risultati non arrivano lo stesso. E allora o nessuno si allena bene o, più probabilmente, Giordano non sa fare le scelte giuste. Valentini sostiene che Zoro non gioca perchè ha rifiutato di rinnovare il contratto, mentre l’allenatore parla di continui ritardi e scarso impegno negli allenamenti. Insomma, mettetevi d’accordo e mantenete una linea univoca! E proprio a proposito del contratto, Zoro dice : “E’ vero che ho rifiutato il rinnovo del contratto ma sapete perchè ? Io avevo chiesto di incontrare il presidente Franza e invece mi è stato detto che dovevo discutere esclusivamente con il ds Valentini. In mezzo alla strada, in un bar mi è stato proposto un contratto di 3 anni senza pattuire il compenso nè definire altro. Io, a quel punto, ho rifiutato”. Pronta la replica di Valentini : “Ho incontrato il procuratore di Zoro a Milano circa un mese fa. Il Messina ha proposto un contratto triennale da 500.000 € a stagione, ma mi è stato detto che il giocatore non avrebbe preso in considerazione questa offerta perché voleva cambiare aria. Non contesto questo, perché nel calcio si ha la libertà legittima di cercare un’altra destinazione alla fine di un rapporto. Non accetto però che un giocatore che da due stagioni conclude il campionato in zona retrocessione non si assuma le sue responsabilità…”. Ci chiediamo se Valentini, che ha costruito questa squadra “riparandola” a gennaio su indicazioni dell’amico Giordano, si sia preso le sue responsabilità invece di accusare i giocatori e soprattutto vorremmo capire, nel concreto, se ha intenzione di rispettare il contratto che l’altro suo amico Pietro Franza gli ha rinnovato fino a giugno 2009 per premiarlo. Chi non raggiunge gli obiettivi ed ha una certa serietà professionale si dimette, da sempre! Per quanto concerne il discorso Zoro e il suo rinnovo di contratto, bisognerebbe ricordare a Valentini che tutta la vicenda è stata gestita nel peggiore dei modi. Al difensore ivoriano, già ad inizio stagione, è stato detto che era “sotto osservazione” e che dalle sue prestazioni dipendeva il rinnovo contrattuale. Zoro, che di professionalità ne ha da vendere (lo dimostra anche il fatto che continua ad allenarsi e che è ancora a Messina nonostante sia ufficialmente fuori rosa), non ha gradito le dichiarazioni nè l’atteggiamento della società. “Non gioco bene e mi impegno solo quando il contratto sta scadendo”, aveva dichiarato Zoro diversi mesi fa. Era lecito, quindi, che si profilasse questo tira e molla che, alla fine dei giochi, vede sconfitta la dirigenza e non certamente il calciatore il quale, con ogni probabilità, dalla prossima stagione indosserà la prestigiosa maglia del Porto (serie A portoghese e partecipazione alle coppe europee) senza che il Messina intaschi un solo euro. La triade Franza-Valentini-Giordano ha così raggiunto il suo obiettivo!

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Published in: on 20 aprile 2007 at 19:20  Comments (2)  

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2 commentiLascia un commento

  1. Ascolta…Zoro sarà anche attaccato alla maglia, ma ritengo che voleva cambiare ambiente già da tempo.Insieme ad altri giocatori(vede parisi, di napoli, coppola,etc…),zoro si è montato la testa quando sappiamo benissimo che il suo valore è ancora tutto da dimostrare.In serie A non si può fare una partita discreta e cinque brutte, ci vuole una certa continuità

  2. Andrea, sicuramente Zoro doveva dimostrare di poter stare in serie A e, come dici tu, in molte occasioni non è sembrato all’altezza. In massima serie conta soprattutto la continuità e , purtroppo, Zoro non l’ha avuta (soprattutto l’anno scorso commettendo errori grossolani). Il fatto però è un altro: è stato trattato con i piedi e non lo meritava. Zoro è un signore pur con tutti i suoi limiti di calciatore e non possiamo permettere ai primi arrivati (Giordano – Valentini) di trattare così delle icone giallorosse. Probabilmente voleva già cambiare squadra e questo non è un reato, ma è un peccato chiudere in questo modo un rapporto con un personaggio che ha dato tanto a questa maglia e che, non me ne voglia Morello o Rea, è superiore ai due appena citati!


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