Il Messina calcio è in vendita: Franza lascia la società

“La famiglia Franza lascerà la società del F.C. Messina già dalla prossima stagione”

Il F.C. Messina è ufficialmente in vendita. Lo ha comunicato la famiglia Franza, che detiene la maggioranza del pacchetto societario, durante una conferenza stampa annunciando che la proprietà ha dato mandato ad un advisor di livello nazionale (“Tamburi & Associati”) di individuare un nuovo soggetto che possa aspirare alla maggioranza delle quote societarie o anche alla totalità qualora lo ritenesse. Se, terminata l’estate, tale tentativo dovesse fallire, il Gruppo Franza manterrà la proprietà mirando esclusivamente alla sopravvivenza del Messina calcio e attenendosi rigorosamente al pareggio di bilancio. Circa 3 milioni di euro il badget di spesa previsto per la prossima stagione (sempre nel caso in cui nessun altro soggetto dovesse rilevare la società), cioè quello di una squadra media di serie C2.
La richiesta dei tifosi, quindi, è stata esaudita: i Franza lasceranno il Messina, ma la speranza adesso è che qualche grosso imprenditore decida di investire in riva allo Stretto perchè, qualora dovesse restare tale assetto societario, il futuro dei giallorossi sarebbe di infimo livello.

Pubblico di seguito il testo integrale prodotto dal Gruppo Franza, che spiega l’operazione nei dettagli

Poco più di dieci anni or sono, l’ultima squadra cittadina era prossima al fallimento e quel poco che restava del calcio messinese rischiava di scomparire di nuovo. Erano già lontani nel tempo i successi dell’ACR Messina e dal panorama locale non emergeva nessun degno sostituto in grado di rilanciare il calcio messinese.
In una riunione tenutasi alla Gazzetta del Sud, alla presenza delle principali Autorità cittadine, si concordò, grazie all’intento comune di tre realtà imprenditoriali messinesi, di sostenere Aliotta nell’acquisto di una piccola squadra di calcio dilettantistica, per farla crescere fino ai massimi livelli. Era nata l’F.C. Messina Peloro.
Grazie al Prof Trimarchi e al Cav. Crupi che consentirono la cessione della allora Peloro, e grazie soprattutto a Emanuele Aliotta, nonché all’appoggio del Gruppo Franza in veste di finanziatore e della Gazzetta del Sud come Sponsor, quella piccola realtà andò crescendo fino ad arrivare, di promozione in promozione, in Serie B.
Un ambizioso programma i cui costi di crescita vennero inizialmente sopportati in parti uguali tra gli originari proponenti, e poi, man mano che le necessità crescevano, sempre più da Aliotta e dal Gruppo Franza.
La promozione in Serie B fu il coronamento iniziale di tale programma; ben preso si prese atto che, nonostante gli entusiasmi iniziali, sarebbe stato veramente difficile mantenere il risultato sportivo raggiunto: il campionato di Serie B era molto competitivo e costoso, con necessità di reperire ingenti risorse, sia professionali che finanziarie.
Quando, cinque anni or sono, la salvezza fu raggiunta solo nelle ultime giornate e quando lo sforzo finanziario che era stato necessario per far disputare la prima stagione di B rischiava, piegando l’indomita volontà del Presidente Aliotta, di cancellare di nuovo il calcio professionistico da Messina, il Gruppo Franza decise di assumersi “in toto” l’onore e gli oneri della squadra, facendo fronte ai costi già sostenuti da Aliotta e rifinanziando la Società.
Tale scelta fu determinata dal desiderio di dare prestigio al Gruppo Franza e lustro alla nostra città (in crisi di credibilità, di economia e di prospettive) nello sport, consapevoli dei costi cui si sarebbe andati incontro, ma speranzosi di poter costruire una nuova realtà imprenditoriale, ma anche sociale e cittadina, che potesse diventare un importante volano di sviluppo del territorio.
Da quel momento, nel segno della passione e dell’impegno personale e professionale di Pietro Franza, cominciò, con uno sforzo sportivo, organizzativo e finanziario imponente, una nuova fase, un nuovo ciclo sportivo che avrebbe visto il calcio messinese arrivare ai massimi livelli di sempre. Dopo solo altre due stagioni di serie B, arrivò la consacrazione del successo dell’impegno profuso: la promozione in Serie A. Di tale risultato è giusto dare merito anche alle Autorità Cittadine che, con impegno continuo, erano riuscite a completare i lavori del nuovo stadio, indispensabile per coronare le speranze sportive della massima serie.
Ottenuto tale risultato, il successivo obbiettivo fu di “stabilizzare” la Serie A del Messina. La crescita tumultuosa che aveva portato una piccola squadra dilettantistica alla massima serie non rendeva facili le cose; senza un centro sportivo dove far crescere nuovi talenti, senza una consolidata tradizione calcistica da far valere, in un territorio che sopportava i rigori di una crisi economica e di prospettive e non poteva sprecare risorse pubbliche nel calcio, fu necessario continuare a destinare importanti risorse finanziarie alla squadra.
Nonostante il nuovo stadio da 40.000 posti, anche nella massima serie i costi del calcio erano ben superiori ai ricavi. Il primo anno di Serie A volò sulle ali dell’entusiasmo, portando in dono il settimo posto, migliore risultato storico della Città di Messina nel campionato di calcio; consumato l’entusiasmo iniziale restò la necessità di riequilibrare i conti economici, di far fronte agli oneri fiscali pregressi, ai maggiori costi del parco giocatori, ormai di Serie A, imponendo il riequilibrio delle ambizioni sportive, non essendo materialmente possibile continuare con uno sforzo finanziario analogo a quello sopportato per conquistare la massima serie. Per raggiungere il giusto punto di equilibrio che consentisse il mantenimento del calcio cittadino ai massimi livelli, nonostante i limiti oggettivi suesposti, era stato anche immediatamente elaborato un progetto per la valorizzazione degli Stadi, che comprendeva la costruzione di un centro sportivo dedicato dove sviluppare il vivaio calcistico cittadino, la realizzazione della copertura e lo sfruttamento ai fini commerciali delle aree per produrre un reddito certo a sostegno della squadra e degli altri Sport minori messinesi.
Tale iniziativa, anticipatrice delle direttrici verso le quali si sta oggi muovendo l’intero calcio professionistico per “far quadrare i conti”, avrebbe potuto e dovuto essere la “chiave di volta” della programmazione necessaria per poter aspirare a una lunga permanenza del calcio messinese nella massima serie, o comunque ai più alti livelli del calcio professionistico. Per una serie di vicissitudini ben note, non ultimi i dubbi sollevati dall’Autorità di Vigilanza sui Lavori Pubblici (su denuncia di alcuni professionisti messinesi, tanto per cambiare), l’avanzamento di tale programma è stato rallentato, tanto che ancora oggi, nonostante i progetti di massima siano stati ultimati, si può ritenere allo stadio preliminare, necessitando ancora di numerosi passaggi burocratici e politici per essere reso esecutivo e produrre i suoi benefici effetti.

Già il deludente andamento dello scorso campionato ci aveva fatto prendere atto di quanto fosse difficile mantenere il livello raggiunto; l’ulteriore insuccesso sportivo di questa stagione (sia che si rimanga in Serie A che se si retrocederà in B), nonostante un cambiamento il più possibile radicale dell’organizzazione e degli assetti della squadra, ci ha fatto riflettere e decidere sulla necessità di una svolta, di un rinnovamento profondo e radicale, senza il quale non sarà possibile al solo Gruppo Franza mantenere ad alto livello il calcio messinese.

Le colpe? Forse l’attuale management della Società, impegnato anche nell’ordinaria conduzione delle aziende del Gruppo, non ha le necessarie capacità o la bravura sufficiente, forse per la mancanza di un buon vivaio e di una tradizione calcistica e societarie forte, forse perché il territorio messinese non la dimensione economica e la redditività di altre aree nazionali, così come il Gruppo Franza non ha risorse analoghe a quelle di altre proprietà di squadre di Serie A.
Comunque sia, non essere riusciti a raggiungere (anche per l’incertezza nei tempi della definizione delle proposte a suo tempo presentate) l’equilibrio societario necessario, unitamente all’insuccesso di questa stagione, ci ha indotto a prendere un’importante decisione, nell’intento di salvaguardare nel futuro il patrimonio del calcio messinese.
Decisione presa indipendentemente dalla salvezza o dalla retrocessione della squadra, non essendo più possibile, senza indebolire la struttura finanziaria della principale azienda privata messinese (che dà oggi lavoro ad oltre 1000 persone), ripetere, o addirittura aumentare (come servirebbe in caso di serie B), gli ingenti finanziamenti a fondo perduto alla squadra di calcio, continuando sulla stessa via della dispendiosa (e forse inutile) campagna di rafforzamento del mercato di Gennaio (dettata più dal cuore che dalla ragione).
Dopo aver dato alla Città il più lungo periodo di sempre in Serie A, il miglior piazzamento di sempre nella storia calcistica cittadina, aver avuto per la prima volta come Capitano e capocannoniere un messinese, il Gruppo Franza ha dato mandato ad un Advisor di livello nazionale (Tamburi & Associati) per individuare, definendo i relativi accordi, un nuovo soggetto da far partecipare al F.C. Messina apportando le risorse di volontà, di professionalità e soprattutto finanziarie necessarie a mantenere il Messina nel giro del calcio che conta. Siamo ricorsi a un Advisor di livello nazionale dopo che analoghi tentativi fatti su base locale, da quando la squadra è in Serie A abbiamo pubblicamente ricercato nuovi soci, non hanno fornito riscontri incoraggianti.
Con tale nuovo socio, che riteniamo debba aspirare alla maggioranza (e se lo ritiene anche alla totalità) delle quote sociali, ma che dovrà comunque garantire serietà e solidità finanziaria, potrà essere impostato il futuro calcistico della Società e le modalità, previi i necessari accordi con gli Enti locali, per definire, sviluppare e completare il programma di valorizzazione polifunzionale degli stadi, in modo da creare finalmente le condizioni di equilibrio patrimoniale necessarie a mantenere nel tempo il calcio messinese ad alto livello. Dubitiamo, infatti, che con l’attuale compagine societaria si riesca a coagulare il necessario consenso, da parte degli Enti e del ceto politico locale, per portare a termine tale programma dell’FC Messina; i problemi già emersi in fase di impostazione del procedimento, così come alcuni ripetuti accenni polemici nei confronti dell’iniziativa, ci hanno indotto a tale convincimento. Comunque, se ci venisse richiesto, e solo per come ci verrà richiesto, continueremo ad assistere la Società da soci o da semplici imprenditori messinesi.

In questo momento di svolta, sentiamo di dover ringraziare tutti coloro, Collaboratori, Tifosi, Autorità Cittadine e Nazionali, Enti Pubblici, Giornalisti e Organi d’informazione, Professionisti, Aziende e semplici Cittadini, che ci hanno sostenuto nel tempo e senza i quali non ci sarebbe stato alcun successo.
L’unico rimpianto, che riteniamo di dover esprimere solo perché valga a futura memoria, è aver dovuto assistere, anche nei momenti di maggior successo, a un continuo stillicidio di difficoltà, dubbi e resistenze verso l’azione societaria, proveniente da una parte, probabilmente minoritaria ma sicuramente rumorosa, dei così detti “Esperti del Settore” calcistico. E’ proprio vero che “nemo propheta in patria”. L’effetto di tale sfumato, ma continuo, opporsi, dubitare e criticare, ammantato sotto il sudario dei buoni propositi, nascosto dal presunto amore per la maglia, celato nel diritto/dovere di cronaca e di critica, o sostenuto da posizioni d’interesse politico, è stata una continua azione in direzione contraria a quella della Dirigenza della Società, indebolendone l’azione.
Lungi dal volerci esentare dalla giuste critiche, vogliamo solo rammentare che tale atteggiamento è privilegio esclusivo di realtà ben più solide e salde (e dove sono possibili scelte alternative) di quella messinese, che forse memore dei passati trascorsi ritiene, sbagliando, di potersi ancora permettere il dissanguamento continuo indotto dalle polemiche e dei bastian contrari a qualunque costo.
Senza neppure saper cogliere, invece, l’esempio che viene anche da molto vicino (dall’altra sponda dello Stretto) che dimostra come uniti (tifosi, giornalisti, politici) si va avanti e, alla lunga, si vince anche nei momenti di difficoltà; ci è sorto il dubbio che se tale unità d’intenti ci fosse stata anche nella nostra Città, oggi staremo comunque sviluppando un ragionamento analogo, ma probabilmente con la salvezza quasi raggiunta. E con la Serie A in tasca sarebbe stato molto più facile persuadere i potenziali investitori della bontà del progetto calcistico messinese.

Ci sembra, infine, doveroso far presente che qualora non si reperisca un nuovo socio disponibile a credere e investire nel calcio messinese e nei progetti di valorizzazione degli stadi (o in altre iniziative che verranno), proseguiremo comunque la conduzione aziendale in direzione di un assoluto pareggio di conto economico e di cassa, che, pur garantendo la sopravvivenza della Società e il rispetto delle obbligazioni assunte, non potrà dare certezza del mantenimento agli attuali livelli calcistici della squadra, comportando un monte ingaggi annuale non superiore a 2,5/3 milioni di euro netti. Concluso il campionato in corso con l’attuale organico, entro il prossimo 15 Giugno verrà delineato il nuovo assetto organizzativo della Società in funzione degli sviluppi del lavoro dell’Advisor.
Sarete debitamente aggiornati sugli sviluppi della situazione.

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Published in: on 27 aprile 2007 at 23:59  Lascia un commento  

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