Il coraggio di Ivan Basso: “Ho pensato di doparmi per il Tour de France”. Ma non lasciamolo da solo . . .

“Ivan Basso, vincitore del Giro d’Italia 2006, rischia una lunga squalifica”

Il ciclista Ivan Basso ha confessato di aver pensato di doparsi prima del Tour de France. Aveva vinto il Giro d’Italia nel 2006, ma proprio alla vigilia dell’inizio della corsa a tappe francese il ciclista italiano è stato iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Madrid nell’ambito dell’ “Operacion Puerto” scattata il 30 giugno 2006 e che ha portato all’arresto di cinque persone tra cui il dottor Eufemiano Fuentes e il direttore sportivo Manolo Saiz. L’accusa è di autoemotrasfusione, pratica vietata dalle normative antidoping dal 1985. Il nome di Basso comparirebbe tra i pazienti di Fuentes: ad accusarlo sarebbero alcune intercettazioni telefoniche, un fax speditogli dallo stesso Fuentes e un conto in Svizzera. Nelle telefonate veniva chiamato “Birillo” (nome del cane di Fuentes), ma agli inquirenti ha dichiarato : “Birillo sono io !” E’ la prima volta che un campione del ciclismo italiano confessa di aver pensato di doparsi e adesso, però, non bisogna lasciarlo da solo. Ha sbagliato ed è pronto a pagare. Legalmente rischia poco o nulla visto che all’epoca dei fatti in Spagna non c’era una legge che puniva penalmente le pratiche legate al doping, ma per la giustizia sportiva internazionale potrebbe subire una dura sanzione: fino a 2 anni di stop ! Sta collaborando ed è probabile quindi che la pena gli venga ridotta, ma Ivan Basso ha paura di perdere l’affetto della gente, dei suoi tifosi e degli sportivi in generale. Sbagliamo tutti ed è bello saper ricominciare dopo aver riconosciuto gli errori. E’ stato scorretto dal punto di vista sportivo, almeno nelle intenzioni, ma non deve subire il linciaggio dell’opinione pubblica perchè ha avuto il coraggio di confessare e perchè ha voglia di voltare pagina. Basso ci tiene però a precisare che la sua carriera è pulita; la “debolezza” c’é stata, le sacche di sangue sequestrate nel laboratorio di Madrid sono sue, ma non ha mai fatto autoemotrasfusioni o null’altro di illecito e quindi è pronto a pagare solo per “il tentato doping”. L’Italia perde un campione del ciclismo, ma lo ritroverà pulito e più forte di prima se tutti sapremo aiutarlo invece di condannarlo impietosamente. Marco Pantani non ha retto alla vergogna e alla paura di cadere nel baratro : Ivan Basso deve stringersi attorno agli affetti veri che non lo lasceranno da solo e così riuscirà a riscattare il “Pirata”. Ma se l’affetto lo troverà anche nell’uomo della strada siamo certi che da questa corsa nel buio ne uscirà con addosso la maglia rosa !

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Published in: on 8 maggio 2007 at 01:36  Lascia un commento  

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