Riganò al Levante, ecco la sua verità

“Christian Riganò ha firmato un biennale con il Levante”

Christian Riganò si è accasato al Levante (seconda squadra di Valencia) dopo un’indecisione durata oltre due mesi. Al Messina andranno un milione e duecento mila euro mentre l’attaccante ha firmato un contratto da un milione e duecento mila euro a stagione per due anni, con opzione per il terzo. Tutti contenti e storia finita. Invece no. Christian Riganò non ha digerito le tante critiche piovute su di lui, le voci che lo hanno apostrofato come mercenario. Durante la conferenza stampa di presentazione, in Spagna, ha raccontato la sua verità. “Non è stato nè un problema economico nè un problema personale – ha spiegato – ma ho voluto valutare attentamente le varie offerte. Avevo richieste sia dall’estero che dall’Italia, ma ho tentennato perchè il mio vero desiderio era di giocare nella serie A italiana. Motivo ? Avrei voluto dimostrare il mio valore, anche a me stesso, e capire se i 19 goal segnati lo scorso anno sono stati frutto del caso o se, invece, ero in grado di ripetermi”. Così l’attaccante di Lipari spiega questi due mesi di trattative con tante, forse troppe voci circa la sua professionalità e il suo essere onesto. Durante la partita di Coppa Italia tra Messina e Vicenza, i supporters giallorossi lo hanno duramente contestato dandogli del mercenario, ma lui non vuole chiudere negativamente l’esperienza, comunque unica, vissuta in riva allo Stretto. Appena terminato il campionato sembrava essere Livorno la destinazione naturale del bomber eoliano vista l’immediata partenza di Lucarelli. A dire il vero, il presidente Franza e il vulcanico Spinelli avevano stretto un accordo per il trasferimento in amaranto di Riganò, ma il calciatore ha voluto riflettere. O forse ha voluto riflettere il massimo dirigente peloritano visto che, per accontentare il calciatore dal grande ingaggio, la società toscana non andava oltre i 600 mila euro per l’acquisizione del cartellino. Quando lo scorso anno Franza ingaggiò Riganò pare che i due si fossero accordati per una cessione a parametro zero visto che alle stesse condizioni il bomber era giunto in riva allo Stretto. Ma si sa, il denaro fa gola a tutti e il presidente giallorosso non ha voluto rinunciare alla grana avendo il bomber ancora sotto contratto e poi, rispetto ad un anno fa, era cambiato qualcosa: 19 goal in serie A senza nemmeno giocare per tre mesi! Perchè Levante ? L’offerta economica della società spagnola, dove milita anche l’ex portiere del Messina Marco Storari, era più vantaggiosa sia per il Messina che per il giocatore e questo è stato un aspetto di non poco conto. Niente serie A italiana quindi, forse Riganò avrebbe preferito Livorno ma per la società di via Acireale non andava bene. Il Levante ha offerto il doppio (1.2 mnl) rispetto alla società di Spinelli (600 mila euro) e i giochi si sono chiusi. L’attaccante appare comunque contento e promette alla stampa iberica tanti goal. Qualcuno gli chiede le sue caratteristiche e lui risponde: “Sembrerebbe, data la mia stazza, che sono bravo di testa e magari scarso con i piedi ma vi assicuro che i miei 200 goal segnati in carriera li ho siglati per l’80% con i piedi e solo per il 20% di testa”. Quante reti promette ? “Non faccio promesse di questo tipo, dico solo che un bravo attaccante a fine stagione deve arrivare in doppia cifra. Certo, se ne dovessi fare nove non ditemi che sono scarso”. Scherza anche Riganò, sembra sereno e felice di giocare in Spagna, un calcio che lui ama tanto e che potrebbe fare al caso suo. E la nazionale italiana ? “Lo scorso anno ci speravo e ho saputo che ci sono andato molto vicino. Forse l’età mi penalizza, ma sarei orgoglioso di indossare la maglia azzurra anche solo per una volta. Adesso che gioco nel Levante spero di ben figurare e, chissà, mandare qualche segnale al commissario tecnico”. I tifosi del Messina, intanto, non conservano più un bel ricordo del bomber eoliano. Non si sa quanto la colpa sia davvero la sua, ma di certo aver lasciato la società giallorossa a campionato già iniziato ha messo in crisi i piani del tecnico e della squadra. Si sapeva che sarebbe partito, ma intanto si allenava col Messina. Bisognava sostituirlo con un degno attaccante, ma si voleva avere la certezza del suo addio. E questo tira e molla ha certamente danneggiato la squadra non permettendo di creare un gruppo definitivo sin dal ritiro pre-campionato con calciatori pronti ad arrivare ed altri con le valigie pronte. Insomma, una situazione non gestita benissimo ma che, si sa, non è semplice evitare quando le squadre vogliono spendere poco e i calciatori pretondono il massimo.

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Published in: on 29 agosto 2007 at 14:57  Lascia un commento