Provincia Regionale di Messina: la giunta più numerosa d’Italia !

Dopo il ricorso al TAR di alcuni consiglieri di opposizione, che è stato respinto, si attende ora la sentenza del CGA. C’è una legge regionale che pone un limite (20% dei consiglieri). Ma parte dalla prossima legislatura ?
SERVIZIO DI EMANUELE CANTA  (emanuelecanta@hotmail.com)

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Published in: on 12 ottobre 2012 at 13:52  Lascia un commento  

Comune di Messina, dipendenti senza stipendio

Che venga pagato subito lo stipendio ai duemila dipendenti, tra tempo indeterminato tempo determinato, del Comune di Messina. A chiederlo è la Cisl Funzione Pubblica al termine dell’incontro con il Commissario straordinario del Comune Luigi Croce.  Dalla relazione del ragioniere generale, infatti, emerge che entro
dicembre il Comune dovrebbe avere entrate pari a 48 milioni di euro,  di cui 18 milioni e mezzo di trasferimenti statali, 7 milioni e mezzo regionali, 15 milioni dall’Imu, 3 milioni e mezzo dalla Tarsu e 4
milioni e mezzo dall’Irpef.
“Chiediamo – sostiene Calogero Emanuele, segretario generale della Cisl Fp di Messina – il rispetto degli impegni assunti e, quindi, se la Regione sbloccherà le somme in questa settimana va pagato subito lo
stipendio di settembre ai lavoratori”.
Secondo il sindacato, infatti, le entrate previste consentiranno di poter assicurare le spettanze ai dipendenti comunali, ma anche a quelli delle partecipate e alle cooperative sociali.
“Terremo alta l’attenzione – aggiunge Emanuele – e seguiremo attentamente gli sviluppi pronti anche a passare ad altre azioni di tutela”.

Published in: on 12 ottobre 2012 at 13:13  Lascia un commento  

Referendum 12-13 giugno, tutti a votare !

È im­por­tante – il 12–13 giu­gno – rag­giun­gere il quo­rum di 25 mi­lioni di vo­tanti ai Re­fe­ren­dum e sce­gliere il SI a tutti i que­siti. È un voto che può porre al­cuni li­miti a un mo­dello di svi­luppo in­so­ste­ni­bile, che ignora i co­sti am­bien­tali, so­ciali e i beni co­muni, e a un po­tere po­li­tico che cal­pe­sta giu­sti­zia e democrazia.

Un suc­cesso dei SI al Re­fe­ren­dum co­strin­ge­rebbe la po­li­tica – sia del go­verno che dell’opposizione – a fare i conti con la vo­lontà dei cit­ta­dini. L’impegno delle mo­bi­li­ta­zioni so­ciali non si li­mi­te­rebbe a ma­ni­fe­sta­zioni fi­nora ina­scol­tate, ma can­cel­le­rebbe al­cune delle peg­giori leggi in­tro­dotte dal governo.

 

Que­sito n. 1 – re­fe­ren­dum ac­qua pub­blica – abro­ga­zione af­fi­da­mento ser­vi­zio ad ope­ra­tori privati

Re­fe­ren­dum po­po­lare n. 1 – SCHEDA DI COLORE ROSSO
“Vo­lete voi che sia abro­gato l’art. 23 bis (Ser­vizi pub­blici lo­cali di ri­le­vanza eco­no­mica) del de­creto legge 25 giu­gno 2008 n.112 “Di­spo­si­zioni ur­genti per lo svi­luppo eco­no­mico, la sem­pli­fi­ca­zione, la com­pe­ti­ti­vità, la sta­bi­liz­za­zione della fi­nanza pub­blica e la pe­re­qua­zione tri­bu­ta­ria” con­ver­tito, con mo­di­fi­ca­zioni, in legge 6 ago­sto 2008, n.133, come mo­di­fi­cato dall’art.30, comma 26 della legge 23 lu­glio 2009, n.99 re­cante “Di­spo­si­zioni per lo svi­luppo e l’internazionalizzazione delle im­prese, non­ché in ma­te­ria di ener­gia” e dall’art.15 del de­creto legge 25 set­tem­bre 2009, n.135, re­cante “Di­spo­si­zioni ur­genti per l’attuazione di ob­bli­ghi co­mu­ni­tari e per l’esecuzione di sen­tenze della corte di giu­sti­zia della Co­mu­nità eu­ro­pea” con­ver­tito, con mo­di­fi­ca­zioni, in legge 20 no­vem­bre 2009, n.166, nel te­sto ri­sul­tante a se­guito della sen­tenza n.325 del 2010 della Corte costituzionale?”.  Nota: Il primo que­sito sulla pri­va­tiz­za­zione dell’ ac­qua pub­blica ri­guarda le mo­da­lità di af­fi­da­mento e ge­stione dei ser­vizi pub­blici lo­cali di ri­le­vanza economica.

Si deve vo­tare SÌ se si è con­tro la pri­va­tiz­za­zione dell’acqua e con­tro la ge­stione dei ser­vizi idrici da parte di pri­vati.

Si deve vo­tate NO se si è a fa­vore della le­gi­sla­zione attuale.

Que­sito n. 2 – re­fe­ren­dum ac­qua pub­blica – abro­ga­zione cal­colo ta­riffa se­condo lo­gi­che di “mercato”

Re­fe­ren­dum po­po­lare n. 2 – SCHEDA DI COLORE GIALLO
“Vo­lete voi che sia abro­gato il comma 1, dell’art. 154 (Ta­riffa del ser­vi­zio idrico in­te­grato) del De­creto Le­gi­sla­tivo n. 152 del 3 aprile 2006 “Norme in ma­te­ria am­bien­tale”, li­mi­ta­ta­mente alla se­guente parte: “dell’adeguatezza della re­mu­ne­ra­zione del ca­pi­tale investito”?”.  Nota: Il se­condo que­sito sulla pri­va­tiz­za­zione dell’ ac­qua pub­blica ri­guarda la de­ter­mi­na­zione della ta­riffa del ser­vi­zio idrico in­te­grato in base all’adeguata re­mu­ne­ra­zione del ca­pi­tale in­ve­stito. In que­sto caso agli elet­tori viene pro­po­sta una abro­ga­zione par­ziale della norma.

Si deve vo­tare SÌ se si è con­tro la norma che per­met­tere il pro­fitto (non il re­cu­pero dei co­sti di ge­stione e di in­ve­sti­mento, ma il gua­da­gno d’impresa) nell’erogazione del bene Ac­qua po­ta­bile.

Si deve vo­tate NO se si è a fa­vore della le­gi­sla­zione at­tuale che am­mette tale guadagno.

Que­sito n. 3 – re­fe­ren­dum ener­gia nucleare

Re­fe­ren­dum po­po­lare n. 3 – SCHEDA DI COLORE GRIGIO
“Vo­lete voi che sia abro­gato il decreto-legge 25 giu­gno 2008, n. 112, con­ver­tito con mo­di­fi­ca­zioni, dalla legge 6 ago­sto 2008, n. 133, nel te­sto ri­sul­tante per ef­fetto di mo­di­fi­ca­zioni ed in­te­gra­zioni suc­ces­sive, re­cante Di­spo­si­zioni ur­genti per lo svi­luppo eco­no­mico, la sem­pli­fi­ca­zione, la com­pe­ti­ti­vità, la sta­bi­liz­za­zione della fi­nanza pub­blica e la pe­re­qua­zione tri­bu­ta­ria, li­mi­ta­ta­mente alle se­guenti parti: art. 7, comma 1, let­tera d: rea­liz­za­zione nel ter­ri­to­rio na­zio­nale di im­pianti di pro­du­zione di ener­gia nucleare?”.  Nota: Lungo e ar­ti­co­lato il que­sito re­fe­ren­da­rio per abro­gare la norma per la “rea­liz­za­zione nel ter­ri­to­rio na­zio­nale di im­pianti di pro­du­zione di ener­gia nu­cleare”. Si tratta di una parte del de­creto legge re­cante “Di­spo­si­zioni ur­genti per lo svi­luppo eco­no­mico, la sem­pli­fi­ca­zione, la com­pe­ti­ti­vità, la sta­bi­liz­za­zione della fi­nanza pub­blica e la pe­re­qua­zione tri­bu­ta­ria” fir­mato il 25 giu­gno 2008 e con­ver­tito in legge “con mo­di­fi­ca­zioni” il 6 ago­sto dello stesso anno. An­che que­sto que­sito è stato pre­sen­tato dall’Idv.

Si deve vo­tare SÌ se si è con­tro la co­stru­zione di Cen­trali Nu­cleari in Italia.

Si deve vo­tate NO se si è a fa­vore della le­gi­sla­zione at­tuale che le prevede.

Que­sito n. 4 – re­fe­ren­dum le­git­timo impedimento

Re­fe­ren­dum po­po­lare n. 4 – SCHEDA DI COLORE VERDE CHIARO

“Vo­lete voi che siano abro­gati l’articolo 1, commi 1, 2, 3, 5, 6 non­chè l’articolo 1 della legge 7 aprile 2010 nu­mero 51 re­cante “di­spo­si­zioni in ma­te­ria di im­pe­di­mento a com­pa­rire in udienza?”.

Nota: Que­sto que­sito, per abro­gare la legge sul le­git­timo im­pe­di­mento, è quello dalle pos­si­bili ri­per­cus­sioni po­li­ti­che più forti. A pro­porre il re­fe­ren­dum è stata l’Italia dei Va­lori. Dopo la di­chia­ra­zione di par­ziale in­co­sti­tu­zio­nale della legge sul le­git­timo im­pe­di­mento, la Corte di Cas­sa­zione ha au­to­riz­zato, con or­di­nanza, lo svol­gi­mento del referendum.

Si deve vo­tare SÌ se si è con­trari al prin­ci­pio che Pre­si­dente del con­si­glio o mi­ni­stro pos­sano de­ci­dere di non com­pa­rire in tri­bu­nale nei pro­cessi che li ri­guar­dano.

Si deve vo­tate NO se si è a fa­vore della le­gi­sla­zione at­tuale che pre­vede que­sto “scudo” nei con­fronti del si­stema giudiziario.

LA MIA IDEA:

Per i “NO” si schiera chi ac­cetta, so­prat­tutto per coe­renza ad una “lo­gica” di mer­cato, sia la spe­cu­la­zione sull’acqua (pur sa­pendo che sia un bene pub­blico es­sen­ziale per la vita); sia la spe­cu­la­zione sul nu­cleare (pur sa­pendo che que­sto sia gio­care d’azzardo con il di­sa­stro nu­cleare a spese del pia­neta e delle ta­sche dei con­tri­buenti); sia la “li­bertà” di farla sem­pre franca, in quanto po­tenti, nei pa­lazzi di giustizia.

Per i 4 “SI” vo­te­ranno quei cit­ta­dini in­ter­vi­stati che cre­dono in un’Italia pu­lita, so­li­dale, giu­sta e li­bera dai ten­ta­coli an­che po­li­tici della ma­la­vita. Che cre­dono che la giu­sti­zia, per es­sere tale, deve es­sere as­so­lu­ta­mente uguale per tutti, an­che per i ric­chi e i po­tenti, e so­prat­tutto per i pro­pri am­mi­ni­stra­tori (pre­si­denti del con­si­glio in­clusi). Cit­ta­dini che, pre­vi­denti se non per sé, per i pro­pri fi­gli, vo­gliono vi­vere in un’Italia al si­curo dai di­sa­stri nu­cleari (la “pe­ste ra­dioat­tiva”), al ri­paro delle spe­cu­la­zioni dei po­chi sulla vita dei molti. E che re­cla­mano l’acqua come un bene ine­sti­ma­bile, pro­prietà ir­ri­nun­cia­bile di ogni italiano.

 E IN OGNI CASO…COMUNQUE LA PENSIATE…E’ GIUSTO ANDARE A VOTARE !!!

Published in: on 10 giugno 2011 at 13:27  Lascia un commento  

Prodi indagato per abuso d’ufficio

“Romano Prodi indagato dalla procura di Catanzaro”

Il Presidente del Consiglio Romano Prodi è stato iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Catanzaro con l’accusa di abuso d’ufficio. Secondo il sostituto procuratore Luigi De Magistris, il “Professore” sarebbe direttamente coinvolto nel presunto comitato d’affari che, sull’asse San Marino – Bruxelles, si sarebbe arricchito incassando finanziamenti dell’Unione Europea in modo illecito (“loggia di San Marino”). Nell’occhio del ciclone, infatti, ci sarebbero uomini molto vicini al Capo del Governo indagati per i reati di associazione per delinquere, truffa aggravata e violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete. Su tutti spicca l’onorevole Sandro Gozi, ex funzionario dell’Unione Europea, già stretto collaboratore di Prodi a Bruxelles e attualmente suo sostituto in Commissione Affari Costituzionali della Camera. Da parte sua Romano Prodi si dice fiducioso nella giustizia e confessa di aver appreso la notizia dai media perchè, afferma, non gli è stato notificato fino ad ora nessun avviso di garanzia. La tegola cade su un Governo già traballante per gli ultimi fatti che hanno riguardato la riforma della giustizia con un emendamento approvato dall’opposizione e conseguente minaccia di dimissioni da parte del Guardasigilli Mastella. Situazione delicata, dunque, che avrà pesanti ripercussioni politiche e potrebbe significare un vero e proprio terremoto di Palazzo.

Published in: on 13 luglio 2007 at 19:25  Comments (2)  

Made in China … no grazie !

“Fabbrica cinese, i rischi per la salute”

Monta la polemica dopo il caso “Colgate” che ha portato al sequesto di decine di migliaia di tubetti potenzialmente nocivi e quindi dannosi per la salute. I cinesi nell’occhio del ciclone. Una economia che fa passi da gigante, ma tante, tantissime sono le cose da migliorare per poter parlare della Cina come un paese civile, libero e rispettoso dei diritti umani. Non solo perchè è il primo Stato al mondo per esecuzioni capitali, ma soprattutto perchè “made in China” dalle nostre parti significa “prodotto a basso costo…e di scarsa qualità”! E fin quando parliamo di magliettine, scarpe o palloni da calcio il discorso può anche starci bene, ma quando di mezzo c’è la salute….no! Bravi a copiare tutto (ma proprio tutto), i piccoli genietti dimenticano che usare tinte tossiche per la colorazione dei vestiti o (ancor peggio) sostanze assai dannose per la salute (come nel caso del dentifricio) non può essere giustificato da un prezzo stracciato. Qui, nei paesi che nonostante mille contraddizioni possono comunque definirsi “civili”, il rispetto per la salute dell’uomo viene prima di tutto, almeno secondo la legge e un comune senso etico-sociale. Avete invaso ogni settore con i vostri prodotto scarsi e scopiazzati, ma non vi è permesso di mettere in pericolo la nostra vita. Qualcuno è anche finito in ospedale per la storia del “Colgate”, mentre nelle fabbriche cinesi lavorano in condizioni disumane anche donne e bambini a cui vengono impartiti ordini che mirano esclusivamente al raggiungimento di fini economici. Un colpaccio, però, la politica cinese l’ha messo a segno: il responsabile del prontuario del servizio sanitario cinese è stato condannato a morte (stessa sorte per il suo predecessore) per corruzione e negligenza. Siglava contratti per la fornitura di farmaci a nome del servizio sanitario cinese senza accertarsi della bontà del farmaco stesso omettendo controlli importanti. E infatti molti di quei farmaci immessi nel mercato si sono rivelati letali ! La condanna a morte vuole essere un modo per recuperare credibilità a livello internazionale ? Probabilmente sì, o forse perchè da quelle parti infliggere la pena capitale ha più o meno lo stesso valore dei nostri arresti domiciliari; in ogni caso il consiglio più importante è quello di acquistare solo prodotti col marchio dell’Unione Europea, quelli insomma controllati e garantiti dai nostri istituti sanitari evitando le sottomarche sconosciute perchè la nostra salute vale più di qualche euro risparmiato.

Published in: on 12 luglio 2007 at 03:06  Lascia un commento  

Bush in Albania, qualcuno gli ruba l’orologio !

“George W. Bush a contatto con la folla subisce il furto del suo orologio”

Acclamato dalla folla lui sorride e si getta tra le braccia della gente, ma qualcuno in un attimo riesce a sfilargli l’orologio. Nessuno se ne accorge, la scorta non nota nulla nonostante siano lì proprio per questo. Le telecamere, però, evidenziano l’accaduto(http://www.youtube.com/watch?v=PKDdF6vfjoo): Bush, prima di avvicinarsi alla gente di Tirana che vuole toccarlo, ha sul polso sinistro un orologio con cinturino scuro. Dopo alcuni minuti, quando il presidente si avvicina alla macchina che lo sta per portare via, mentre alza ancora il braccio per salutare, ecco che sul polso sinistro l’orologio non c’è più. E’ evidente il segno bianco dell’abbronzatura (Bush, adesso sappiamo anche questo, prende il sole con l’orologio!) mentre qualcuno ha in mano questo importante ricordo. Il fatto è quantomeno inusuale, probabilmente è la prima volta nella storia che ad un capo dello Stato in visita venga rubato l’orologio. Due le riflessioni che appaiono necessarie: innanzitutto complimenti al ladro per il coraggio perchè è chiaro che, se qualcuno avesse notato il furto ed identificato il responsabile, le conseguenze sarebbero state pesanti; altro aspetto, ben più serio, riguarda la sicurezza: ovunque si muova il presidente degli Stati Uniti tutto si ferma, traffico bloccato, perquisizioni a tappeto, squadre antiterrorismo in azione, spazio aereo chiuso per l’intera giornata e città blindate. Bene, bravi. Forse è anche giusto visto che parliamo dell’uomo più potente della Terra e, per certi versi, uno tra i più odiati in assoluto almeno da certe frange. Ma come si può lasciare che una folla immensa quasi lo sommerga toccandolo ovunque, stringendogli la mano, addirittura baciandolo…??!!! Immagini, queste, andate in onda dopo la sua visita in Albania e che rendono chiara una cosa: non è per nulla difficile venire a contatto con il presidente degli Stati Uniti. I maleintenzionati ci sono sempre, stavolta gli è andata bene ed ha subìto solo uno stupido furto. Poteva esserci chiunque a posto di quel ladro, magari un terrorista o un semplice fanatico che invece di stringergli la mano e sfilargli l’orologio poteva avere una pistola o un coltello e compiere l’omicidio del secolo.

Published in: on 12 giugno 2007 at 02:18  Comments (16)  

Russia, sempre più verso il regime

“Ultra-nazionalisti russi cercano di picchiare Peter Tatchell, veterano del partito dei diritti gay britannico”

Sempre meno democratica la vita nella Russia di Putin. L’ultimo episodio è di alcuni giorni fa quando diversi attivisti per i diritti degli omosessuali sono stati arrestati a Mosca, mentre la manifestazione del Gay Pride è stata vietata. C’era anche il deputato di Rifondazione Comunista Vladimir Luxuria che è stata oggetto di lancio di uova e pietre, mentre numerosi manifestanti sono stati violentemente picchiati sotto gli occhi della polizia locale. Le forze dell’ordine, invece di bloccare gli aggressori, ridevano e scherzavano ed anzi hanno arrestato alcuni esponenti del Gay Pride tra cui l’eurodeputato dei radicali Marco Cappato, tenuto dietro le sbarre per 5 ore senza una motivazione e rilasciato, grazie all’intervento della nostra ambasciata, senza nemmeno le dovute scuse. Ottavio Marzocchi, radicale e funzionario al Parlamento Europeo, è stato quello che ha avuto la peggio negli scontri riportando alcune ferite al volto. L’intento dei manifestanti era di consegnare una lettera al sindaco di Mosca Yury Luzkhov firmata da 50 parlamentari europei, in cui si ricordava che l’articolo 11 della Convenzione europea dei diritti umani, sottoscritta anche dalla Russia, enuncia il diritto di manifestare il proprio pensiero. La manifestazione del Gay Pride, infatti, non è stata mai autorizzata dal Governo nè dall’Amministrazione comunale e per questo erano giunti da diverse parti d’Europa per chiedere il rispetto dei diritti. Ma a Putin, si sa, non è gradito alcun tipo di opposizione. Bastonate e violente repressioni per chi non si adegua all’ortodossia russa, altro che democrazia. Chi vuol essere controcorrente rischia la vita e gli omicidi dei giornalisti o gli arresti dei dimostranti ne sono cruda testimonianza. Verso il regime, dunque, in un Paese dove appena 14 anni fa l’omosessualità veniva considerato un reato e punito col carcere! Roba da terzo mondo! A quasi vent’anni dal crollo del muro di Berlino c’è ancora tanto da fare per vedere il popolo russo libero di esprimersi, di manifestare, di denunciare…di agire!

Published in: on 28 maggio 2007 at 20:59  Lascia un commento  

Quanto ci costano i politici ? Cifre vergognose…all’italiana !

“I parlamentari italiani sono i più pagati in Europa”

I numeri sono da capogiro e non importa quali siano le condizioni di salute dell’economia italiana: quei soldi i politici li incassano lo stesso. Solo nel 2005 l’intera classe dei Deputati ci è costata 40 milioni di euro !!! I parlamentari, come è noto, non sono “stipendiati” ma percepiscono una indennità che si aggira attorno ai 14.000 euro al mese così suddivisi: 5.500 costituiscono la base, diciamo così, intascata per il semplice fatto di sedere in Parlamento; 4.000 euro vengono rimborsati per il soggiorno a Roma , 4.200 euro sono somministrati ai Deputati per finanziare le spese inerenti il rapporto con i loro elettori (chissà cosa voglia dire). Per quanto concerne i Senatori, quest’ ultima voce di spesa viene elargita con circa 500 euro in più al mese: si sale, così, a 4.700 euro. I nostri parlamentari sono i più pagati di tutta Europa nonostante, lo dicono i numeri, la nostra economia sia tra le più pietose del vecchio continente. Si parla spesso di risanare i conti e si aumentano le tasse per assicurare cospicue entrare allo Stato, ma non si parla mai di cifre più umane per chi ci governa, almeno tali da non fare arrossire. Senza parlare, ovviamente, dei pass speciali in autostrada, sui treni, via mare e per i cieli oltre ai rimborsi annui non solo sulle spese di trasporto e soggiorno ma anche sulle spese telefoniche (stimati circa sui 3.100 Euro). Tra il rimborso dei taxi (fino a 4.000 Euro), viaggi extrafrontalieri (3.100 Euro) e “laute” pensioni vitalizie, l’emorragia di denaro pubblico raggiunge cifre impressionanti. Ma anche a livello locale le cose non vanno meglio: una pattuglia di ben 1.200 rappresentanti regionali tra presidenti, assessori e consiglieri pesano sulle spalle dei cittadini con stipendi computati tra gli 8.000 e i 12.000 Euro lordi mensili. Insomma, fare il politico dalle nostre parti è diventato un vero e proprio business !

Published in: on 21 maggio 2007 at 00:33  Lascia un commento  

E’ morto Boris Eltsin, simbolo di una democrazia andata perduta

“Boris Eltsin aveva 76 anni. Fu il primo presidente della Russia post-sovietica”

La sua morte giunge come un fulmine a ciel sereno. Nessuno aveva prima parlato di una malattia nonostante fosse da tempo sofferente di cuore. Era stato operato nel 1996 per un quintuplo bypass cardiaco dal quale, però, si era ripreso abbastanza bene. Secondo fonti mediche, Eltsin sarebbe deceduto per infarto. Ultimo baluardo di una democrazia soffocata dall’attuale presidente Putin, l’ex capo del Cremlino ha sempre difeso il pluralismo e la libertà di stampa. Amante delle donne e della vodka, non esitava ad essere brutale se le condizioni lo richiedevano. Comunista per la gran parte della sua vita, finì per odiarlo al punto da temerne un suo ritorno. Dopo la definitiva spallata all’URSS, raggiunto il potere nel 1991 commise anche alcuni errori fatali come la selvaggia privatizzazione a cui andò incontro il paese durante il suo mandato cadendo nel caos e nella corruzione. Non passa inosservato il ruolo che ebbe nel 1993 quando resistette ad un tentativo di colpo di Stato: i golpisti si erano asserragliati nella sede del Parlamento russo (definito “Casa Bianca” per il colore del grande edificio) e lui, che riuscì ad avere dalla sua parte l’esercito, portò proprio lì davanti i carrarmati ordinando di sparare verso il Parlamento. Eltsin, alla fine, mantenne il potere. Già due anni prima, quando i conservatori tramarono un colpo di stato contro Gorbaciov, era riuscito a dissuadere i golpisti conquistandosi una certa popolarità. La crisi economica, che porto per ben due volte la Russia al limite della bancarotta, e la difficile questione cecena segnarono un crollo dei consensi. Nel 1999 decise allora di ritirarsi dalla politica e nominò come suo successore Vladimir Putin, uomo profondamente diverso dalla personalità così aperta e riformista dello stesso Eltsin. Fra i primi ad esprimere le condoglianze c’è Mikhail Gorbaciov : “Nella sua storia ci sono state grandi opere per il bene del paese – ha detto – ma anche grandi errori”. La nomina di Putin, ne siamo certi, appartiene ad uno di questi ! Con l’attuale presidente russo il terrore regna sovrano. Giornalisti assassinati e oppositori arrestati dopo inaudite violenze: questo racconta la realtà di un regime così lontano dagli ideali politici di Boris Eltsin, tradito per questo da chi ha ereditato il suo potere.

Published in: on 24 aprile 2007 at 01:05  Comments (1)  

Prodi – Karzai : trattativa pasticciona

“Ci ha mentito ?”

La liberazione di Daniele Mastrogiacomo non è stata indolore. I sequestratori hanno chiesto e ottenuto la liberazione di cinque terroristi arrestati in Afghanistan per lasciare andare l’inviato di “Repubblica”. La trattativa è stata portata avanti dal premier Romano Prodi (con la complicità del Minstro degli Esteri Massimo D’Alema) e da Hamid Karzai, capo del governo provvisorio afghano, con la mediazione di Gino Strada. Ma qualcosa non è andata per il verso giusto. Gli altri due ostaggi nelle mani dei talebani, l’autista Nagha e l’interprete Adjamal, non sono stati risparmiati e, se per il primo poco o nulla si poteva fare visto che è stato ucciso subito dopo il sequestro, per l’interprete è apparso evidente il disinteresse generale. Giusto tentare il possibile per salvare una vita umana, ma la distinzione di razza non può essere accettata. Prodi ha trattato con i talebani anche se continua a negarlo, ma Karzai ha rilevato ogni retroscena confermando la liberazione di cinque pericolosi terroristi in cambio del reporter italiano (non si capisce perchè a questo punto non si sia trattato anche per liberare l’interprete !) e, abbastanza irritato, ha parlato di un “favore particolare fatto al governo italiano su forti pressioni del premier Prodi”. Karzai ha detto che non si tratterà piu’ per la liberazione degli ostaggi e ha mostrato forte preoccupazione per il futuro, visto che le modalità di rilascio di Mastrogiacomo costituiscono un precedente pericolosissimo tale da motivare i talebani e da aumentare sensibilmente il rischio di sequestri. Prodi aveva chiamato più volte Karzai per risolvere la questione e lo ha ricattato, come confermato dal capo del governo afghano (anche se ovviamente con altri termini), invitandolo ad accettare le richieste dei talebani per giungere alla liberazione del giornalista di “Repubblica” altrimenti le truppe italiane presenti in Afghanistan sarebbero state ritirate. Chiaramente Prodi ha negato che siano stati questi i contenuti delle telefonate con Karzai, ma la verità è venuta a galla. Conclusioni ? L’Italia non ha fatto una bella figura, Prodi ha palesemente mentito agli italiani e al mondo intero, cinque terroristi pericolosi sono stati liberati in cambio di Mastrogiacomo e due giovani ragazzi (l’autista e l’interprete) sono stati brutalmente assassinati. La politica non è un gioco !

Published in: on 16 aprile 2007 at 16:14  Comments (4)